gio | 18 | gennaio | 2018

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TRASPORTI ECCEZIONALI: LA DIRETTIVA NON RISOLVE

TRASPORTI ECCEZIONALI: LA DIRETTIVA NON RISOLVE

Trasporti eccezionali: la Direttiva del Governo non risolve la situazione dei ritardi o delle mancate autorizzazioni al transito. Serve una procedura più rapida o il settore rischia la paralisi.

Vincenzo Garofalo, vicepresidente della commissione Trasporti alla Camera, ha dichiarato: “Dopo i gravi incidenti avvenuti sui tratti stradali dove persistono ponti o cavalcavia si è proceduto ad una maggiore cautela nel rilascio delle autorizzazioni al transito dei veicoli eccezionali. Se da una parte è stato giusto porre maggiore attenzione nelle autorizzazioni, dall’altra si è determinata di fatto una paralisi del settore per un comparto nel quale operano settemila addetti, con un parco di sei settemila mezzi ed un fatturato di 3 miliardi di euro.

I tempi di rilascio delle autorizzazioni si sono sensibilmente allungati ed esistono casi di diniego di nulla-osta al transito prive di sufficienti ed esaustive spiegazioni tecniche. Inoltre, lo scadere delle autorizzazioni periodiche sta generando confusione tra i gestori costretti ad inventarsi nuove regole, rimpallo di responsabilità tra i circa 150 enti di riferimento e oneri aggiuntivi a carico degli utenti.

Il Governo ha emanato giustamente una direttiva ma la sua applicazione sta rischiando di mettere in crisi l’intero settore. Se, infatti, da una parte gli operatori riconoscono la bontà dell’azione del governo dall’altra segnalano una situazione d’empasse con ritardi pesanti e scadenze fuori tempo massimo. Quello che chiediamo al Governo, dunque, è di convocare al più presto un tavolo operativo con tutti gli enti interessati alla materia in modo da pervenire ad una procedura chiara e rapida per il rilascio delle autorizzazioni a transito dei veicoli eccezionali nei tratti stradali con ponti e cavalcavia.

Il rischio è la paralisi delle attività economiche ed imprenditoriali che si avvalgono di questo tipo di trasporto e che rischiano pesanti ricadute anche in termini di penali, per il mancato rispetto dei tempi previsti dai contratti”.

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