giovedì, 1 Gennaio 2026

ANITA E LA LOGISTICA ITALIANA

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L’Italia si colloca al 20° posto per le performance logistiche e, oltre a soffrire di carenze infrastrutturali, si colloca, per quanto attiene il costo della manodopera nel settore logistica e trasporti, al secondo posto, dopo la Svezia, nel rapporto percentuale tra oneri sociali e retribuzioni” ha dichiarato Thomas Baumgartner, presidente Anita a Milano durante il convegno dal titolo “La logistica italiana, leva strategica per l’economia internazionale”, durante il quale è intervenuto.

“Inoltre, registriamo ancora tempi lunghi di sdoganamento delle merci e eccessiva burocrazia con tempistiche lunghissime per le concessioni edilizie per centri logistici, che portano l’Italia in fondo alle classifiche mondiali” ha continuato Baumgartner. L’Italia ha ancora dei punti deboli che occorre eliminare, primo fra tutti l’alto costo e la poca flessibilità della manodopera e per affrontare in maniera proattiva tali problematiche ANITA ha proposto decontribuzione e defiscalizzazione degli oneri sociali per gli autisti impiegati in tratte internazionali, una sorta di doppio registro come è stato fatto per il comparto marittimo al fine di frenare la delocalizzazione, favorire il reshoring e il conseguente aumento di occupazione in Italia.

E’ ormai assodato che la logistica e il trasporto sono un pilastro portante per il sistema economico e produttivo italiano, di cui sono una componente essenziale, e contribuiscono a garantire la competitività a livello nazionale e internazionale del sistema Paese.

Con la globalizzazione anche i servizi di logistica si globalizzano e sono favoriti i Paesi che possiedono i migliori LPI (Logistics Performance Index), nei quali è possibile lavorare e trattare la merce in tempi brevi, che hanno infrastrutture adeguate e livelli ottimali di informatizzazione e costi competitivi.

“È necessario, inoltre, procedere con la piena liberalizzazione del settore ferroviario e favorire l’ingresso di nuovi operatori sul mercato. Ciò creerà le condizioni per sviluppare un sistema competitivo, capace di proporre innovazione, maggiore produttività e miglior rapporto qualità/prezzo, ma occorre che ci sia cooperazione tra le diverse modalità di trasporto: così facendo, ciascun operatore potrà utilizzare quella più conveniente a seconda della tipologia di merce e dei tempi di resa ” ha concluso Thomas Baumgartner. “Bisogna tenere presente che alla crescita del settore corrisponde sempre una crescita del PIL e viceversa, in un circolo virtuoso che genera benefici in termini di produzione di ricchezza, di occupazione e di sviluppo del Paese; in questo modo arriveremo ad avere un sistema logistico competitivo a livello europeo”.

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