La Procura di Milano ha aperto una nuova inchiesta – la seconda dopo quella del 2019 – su Ceva Logistics Italia Srl – ramo italiano della multinazionale francese che vale 7 miliardi di dollari di fatturato, impiega 110.000 persone in 170 Paesi ed è controllata dalla Cma-Cgm, di proprietà della famiglia franco-libanese Saadé, terza al mondo nel settore navi portacontainer.
Dopo sette anni dalla messa in amministrazione giudiziaria per il reato di agevolazione colposa del caporalato di società-serbatoio di manodopera, dunque, tornano le grane per il colosso del contractor logistica. La somma di 27,4 milioni di euro è stata sequestrata, a fini di confisca, per l’ipotesi di dichiarazione fiscale fraudolenta. Al centro delle indagini congiunte di Procura, Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate, è la tesi per cui Ceva abbia “tra il 2020 e il 2024, fatto largo ricorso all’esternalizzazione di servizi di logistica, movimentazione merci e facchinaggio avvalendosi di fatture emesse nell’ambito di fittizi rapporti di fornitura di servizi diretti a simulare irregolari rapporti di somministrazione di manodopera”, in una “concatenazione di contratti di subappalto facenti capo a soggetti privi dei requisiti minimi di dotazione organica e finanziaria”.
Il pm Paolo Storari (il medesimo del precedente caso) sta anche indagando sulle responsabilità dell’amministratore delegato Christophe Boustouller.
Il comunicato di Ceva Logistics Italia
La notizia è da ieri di dominio pubblico, riportata dalle principali testate nazionali. Anche Ceva Logistics ha fatto pervenire una nota, che riportiamo integralmente:
“L’autorità giudiziaria italiana, nell’ambito di un procedimento avviato presso i siti di Assago e San Giuliano di CEVA Logistics e fatto salvo ogni necessario chiarimento, sta esaminando profili relativi alla detrazione dell’IVA, con particolare riferimento al perimetro della logistica e del trasporto su strada, attività in larga parte affidata da CEVA a soggetti terzi.
Dal 2019, CEVA Logistics ha implementato procedure di compliance, validate da un Amministratore Giudiziario nominato dal Tribunale di Milano. Tali procedure, volte a garantire la conformità delle proprie operazioni, hanno permesso altresì di ridurre la durata della misura di prevenzione che era stata all’epoca applicata a CEVA, in via di salvaguardia, considerata l’estraneità di CEVA alle contestazioni sollevate.
L’autorità giudiziaria ha oggi disposto il sequestro in via cautelare della somma di 27,4 milioni di Euro. I nostri team di lavoro stanno collaborando con le autorità, nei confronti delle quali riponiamo piena fiducia.
Le azioni intraprese dalla Procura della Repubblica non compromettono in alcun modo la regolare prosecuzione delle attività, che continueranno ad essere realizzate con la consueta professionalità e puntualità”.























