Secondo ANEV, l’associazione nazionale che raggruppa le aziende operanti nel settore eolico, è necessario un tempestivo intervento dello Sviluppo Economico per emanare il D. M. attuativo in tempo utile e non pregiudicare l’attività delle imprese operanti nel suddetto comparto per i prossimi anni. Il bilancio, dopo le prime tre sessioni d’asta per l’assegnazione degli incentivi, non è dei più incoraggianti: per l’eolico in Italia si può parlare di un vero e proprio fallimento, come già paventato da ANEV, che aveva predetto l’attuale blocco delle iniziative dal 2012 fino ad oggi. Entrando nel dettaglio, dell’asta 2012 indetta per l’aggiudicazione dell’incentivo, solo 217 MW sono in esercizio rispetto ai 442 MW ammessi, nel resto dei casi non è iniziata ancora la fase di costruzione; dell’asta 2013, dei 465 MW ammessi solo 113 MW sono in costruzione, ma nessuno in esercizio. Cumulando i dati si può dire che su 907 MW aggiudicati, per il 61% (ovvero 550 MW) non si è nemmeno iniziata la costruzione. La situazione per l’anno 2014 non è più rosea. I MW contendibili sono stati 356 e i risultati mostrano un progressivo aumento dei livelli di sconto che renderà presumibilmente irrealizzabile gran parte degli impianti in graduatoria. Alla luce di quanto detto sembra chiaro che l’esperienza delle aste sia stata fallimentare, avendo spostato l’obiettivo sul raggiungimento di sconti significativi per aggiudicarsi l’asta, piuttosto che sul raggiungimento di un livello di sconto sugli impianti in esercizio. Si aggiunga poi l’aumento del contenzioso che blocca ulteriormente le poche iniziative in fase di realizzazione, allontanando dal mercato italiano gli operatori seri.
L’ANEV PAVENTA IL FALLIMENTO DEL SETTORE EOLICO IN ITALIA
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