Ne ha fatta di strada, da quando nel 2017 è stata presentata per la prima volta in occasione dei Platformers’ Days di Hohenroda – sede che ospitava fino al 2020 la manifestazione fieristica prima di approdare all’attuale location di Messe Karlsruhe. Parliamo della piattaforma area P 370 KS targata Palfinger, autocarrata di alta gamma che, dopo aver conquistato il mercato nordeuropeo, si appresta ora a replicare il successo anche in Italia.
Per approfondire il posizionamento della P 370 KS nel nostro Paese, abbiamo chiesto ai referenti della filiale italiana di Palfinger quali applicazioni risultino oggi più coerenti con la macchina. Il quadro emerso guarda soprattutto alla manutenzione del verde, all’installazione e manutenzione di luminarie, agli interventi su reti elettriche e alle manutenzioni in quota su edifici e infrastrutture.
Per comprendere meglio queste ragioni, andiamo ad analizzare brevemente il principio progettuale di questa PLE, rilevante soprattutto nei contesti urbani, lungo strade trafficate, in prossimità di facciate, alberature, reti tecnologiche e infrastrutture. Installabile su autocarri da 18 t, in configurazione 4×2 o 4×4, la piattaforma raggiunge 37 m di altezza di lavoro, 31,5 m di sbraccio massimo e 500 kg di portata in cesta. Il suo elemento distintivo è senza dubbio la cinematica a doppia ralla, soluzione che consente alla parte aerea di sviluppare il movimento restando entro la sagoma del veicolo. La rotazione della colonna segue una traiettoria ellittica invece di descrivere un ingombro circolare tradizionale. La sovrastruttura può quindi lavorare accostata a pareti o a bordo strada senza invadere lateralmente aree sensibili.
Per l’operatore, questa architettura si traduce in una gestione più precisa della macchina quando lo spazio a terra limita la manovra più ancora dell’altezza di lavoro. La versione 4×4 apre invece l’utilizzo a contesti off-road, aree montane, utility e attività su terreni difficili.

La geometria come sicurezza operativa
La P 370 KS combina la doppia ralla con la stabilizzazione in sagoma, caratteristica utile nei cantieri temporanei su strada o negli interventi in aree già occupate da traffico, parcheggi, edifici, cordoli e sottoservizi. La macchina può inoltre lavorare in modalità minima senza stabilizzazione completa, mantenendo operativi i principali movimenti della piattaforma. Questa funzione diventa utile negli interventi rapidi e ripetitivi, dove il veicolo deve spostarsi spesso tra punti di lavoro ravvicinati.
Tra gli optional più significativi figura la corsa parallela verticale della cesta, pensata per facciate, vetrate e superfici continue. Il sistema consente alla cesta di seguire una traiettoria verticale parallela alla superficie, riducendo correzioni e riposizionamenti. Nel lavoro su prospetti estesi, questa funzione cambia il rapporto tra operatore e macchina, perché rende più naturale la progressione dell’intervento lungo la parete.
Un’altra funzione rilevante riguarda la limitazione dell’area di lavoro. L’operatore può impostare vincoli di rotazione per evitare movimenti verso traffico, linee elettriche, edifici o altre zone da preservare. Nei cantieri italiani, dove la piattaforma lavora spesso in spazi compressi e con molte interferenze, i referenti Palfinger indicano tra le funzioni più richieste la stabilizzazione automatica e il posizionamento variabile degli stabilizzatori. Sono strumenti che riducono i tempi di messa in opera e aiutano ad adattare la piattaforma alla geometria reale del sito.

Configurata per il lavoro
La P 370 KS offre un ampio margine di personalizzazione. Oltre alla corsa parallela verticale e alla limitazione dell’area operativa, la macchina può integrare sensori a ultrasuoni per il supporto alle manovre, generatore idraulico di corrente, motore elettrico, sistemi di illuminazione dedicati, funzione Memory per richiamare posizioni preimpostate e interruttore a pedale “Tempomat”.
La configurazione cambia in funzione dell’utilizzatore. Un operatore del verde privilegia trazione integrale, stabilizzazione e controllo su terreni irregolari. Una utility guarda alla precisione in prossimità di reti e impianti. Un manutentore di edifici ricerca fluidità sulla facciata, corsa verticale parallela e portata in cesta. Un noleggiatore professionale valuta invece la capacità della macchina di coprire settori diversi, dall’urbano all’industriale, con una piattaforma di fascia alta e leggibile per operatori differenti.
La P 370 KS rappresenta una novità per il mercato italiano, mentre le piattaforme Palfinger a doppia ralla hanno già trovato un campo applicativo consolidato nel Nord Europa. In Italia sono state recentemente vendute due P 300 KS, modello della stessa gamma Premium Class e “sorella minore” della P 370 KS. Il dato segnala un primo interesse verso una famiglia di piattaforme che lavora sulla richiesta di raggiungere quote e sbracci importanti senza trasformare l’ingombro a terra nel limite principale dell’intervento.



















