mercoledì, 22 Aprile 2026

Radici, ingegno e futuro: l’identità Merlo tra concept machine e attrezzature inedite

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C’è un modo inconfondibile con cui il gruppo Merlo si presenta al mondo: è un equilibrio misurato tra capacità industriale, visione strategica e consapevolezza identitaria. Una cifra stilistica che, anche quest’anno, in occasione del Bauma 2025, è apparsa chiara. L’azienda di San Defendente di Cervasca, tra le colonne portanti del Made in Italy applicato al sollevamento, ha portato a Monaco di Baviera una serie di novità tecnologiche, unitamente al suo racconto coerente di percorso industriale che, dopo i festeggiamenti del 60° anniversario e l’apertura della nuova sede americana, guarda con determinazione a un futuro sempre più internazionale, digitale e sostenibile.

La presenza in fiera del costruttore cuneese si è articolata in un’esposizione ricca di spunti interessanti: quindici mezzi in mostra, tra cui cinque nuovi modelli, accompagnati da sei attrezzature inedite, il tutto allo stand FS/1209/1, nell’area esterna dell’esposizione monacense, dedicata alle attrezzature e alle macchine per il sollevamento. Tra le soluzioni più osservate, ha suscitato molta curiosità il prototipo HyperCompact, un concept che anticipa la direzione progettuale intrapresa da Merlo nel segmento dei sollevatori ultracompatti. Ancora in fase di sviluppo e test, il nuovo sollevatore promette soluzioni ideali per ambienti ristretti, con un’altezza operativa di circa 5 metri e una capacità di carico di 1.500 kg, ma soprattutto con dimensioni contenute e massima manovrabilità. Si tratta di una risposta concreta alle esigenze dei cantieri urbani, dei magazzini logistici e dei contesti in cui lo spazio di manovra rappresenta un vincolo progettuale rilevante.

Accanto al prototipo, Merlo ha puntato l’attenzione sul rinnovamento della propria gamma dei telescopici rotativi – come avevamo già anticipato in questo articolo – introducendo versioni evolute come ROTO50.18S, ROTO60.22R e ROTO60.35SPLUS. I miglioramenti riguardano sia le performance – in termini di altezza, portata e precisione – sia le soluzioni digitali e funzionali per l’operatore: guida da pulpito, movimenti cartesiani, gestione da radiocomando e funzione Set-Point.

Presente anche l’e-WORKER, disponibile ora anche in configurazione con batterie al litio, scelta che conferma l’impegno del gruppo verso un’elettromobilità industriale ad alta efficienza. A ciò si aggiungono cinque nuove attrezzature per estendere la versatilità applicativa dei sollevatori, tra cui una piattaforma omologata per la rimozione dell’amianto e una pinza polipo in Hardox.

Presentati nel corso della settimana di fiera anche gli ultimi modelli della gamma Cingo, tra cui spicca l’M12.3EVO, che rappresenta l’ultima evoluzione nella gamma di trasportatori cingolati multiuso ad alte prestazioni. Compatto nelle dimensioni ma sorprendente per potenza e capacità operativa, questo modello abbina una massa a vuoto di 925 kg a una portata utile massima di ben 1.200 kg, con una larghezza di appena un metro che lo rende ideale per lavorare in spazi ristretti. Equipaggiato con un motore Yanmar da 18 kW, il M12.3EVO adotta una trasmissione idrostatica che assicura fluidità di manovra e massima reattività anche nelle applicazioni più gravose. Il telaio è stato completamente riprogettato per offrire maggiore stabilità e una distribuzione ottimale dei pesi, mentre l’attacco a tre punti di categoria 1 con sistema di sgancio rapido estende notevolmente la versatilità d’impiego della macchina.

In occasione della fiera, il mezzo è stato esposto con una nuova trincia forestale ad alte prestazioni, pensata per affrontare lavori intensivi su vegetazione fitta e terreni impervi: con una larghezza di taglio di 1.000 mm, 14 martelli e uno spostamento laterale fino a 20 cm, questa attrezzatura si è distinta per efficienza, precisione e capacità di lavorazione, confermando l’approccio evoluto del costruttore nell’unire compattezza e potenza.

Non meno rilevante il debutto del nuovo radiocomando Merlo, con display a colori e interfaccia rivista per garantire un controllo più intuitivo e preciso. Anche questo strumento testimonia la volontà dell’azienda di semplificare le operazioni sul campo, mantenendo al contempo standard elevati di sicurezza e produttività.

Il Bauma 2025 ha offerto a Merlo l’occasione di riaffermare una volta in più la propria identità industriale: una combinazione di radici solide, attenzione al territorio e respiro internazionale. A rafforzare questo messaggio anche l’ormai operativa sede di Rock Hill, South Carolina, nuovo presidio strategico per il mercato nordamericano.

Merlo continua a coniugare tecnologia e cultura d’impresa, industria e memoria, territorio e visione globale. Un progetto che non ha mai perso la sua coerenza, e che oggi si presenta al mondo con la forza di un’azienda di famiglia diventata punto di riferimento internazionale nel comparto altamente competitivo dei sollevatori telescopici, di cui l’Italia rappresenta un emblema di solidità ineguagliabile.

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