venerdì, 20 Marzo 2026

RIUNITI A ROMA I PRODUTTORI EUROPEI DI MACCHINE PER COSTRUZIONE

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Circa 1.200 aziende produttrici, 300 mila addetti incluso l’indotto e un fatturato di 40 miliardi di euro. È questa la carta d’identità dell’industria europea delle macchine per costruzioni (cioè macchine e attrezzature per il movimento terra, stradali, per la perforazione, per il calcestruzzo, per la preparazione degli inerti e gru a torre) che copre ben un terzo dell’intera produzione mondiale. I dati sono stati resi noti in coincidenza del Congresso del CECE (Committee for European Construction Equipment), l’evento biennale che quest’anno è ospitato da Unacea (l’associazione italiana delle aziende di macchine per costruzione) e si svolge dal 17 al 19 ottobre a Roma, presso l’hotel NH Collection Vittorio Veneto. Dopo una crescita delle vendite del 15% nel 2017, il mercato delle macchine per costruzione in Europa dovrebbe concludere l’anno con un ulteriore incremento tra il 5 e 10%. Tale dinamica è confermata dal CECE Business Climate Index che misura mensilmente la fiducia degli operatori dell’industria. Secondo tale strumento congiunturale il motore principale della crescita è il buon andamento degli investimenti pubblici e privati nel settore delle costruzioni e le aspettative di ulteriori lavori d’infrastrutturazione quali il “Grand Paris” in Francia e l’“HS2” nel Regno Unito.

Buono il trend di crescita del mercato di settore anche in Italia che tuttavia è stato trainato non tanto da un’effettiva espansione dell’industria delle costruzioni, quanto dal rinnovo fisiologico del parco e dagli incentivi per gli investimenti in tecnologie 4.0 e in sicurezza. Nei primi sei mesi del 2018, secondo i dati rilevati da Unacea, sono state immesse sul mercato italiano 6.389 macchine, con una crescita del 25% rispetto a quanto rilevato lo scorso anno. Per la fine dell’anno si prevede il mantenimento di questo livello di vendite. Sul versante della produzione il fatturato generato dall’industria italiana delle macchine per costruzioni nel 2017 ha raggiunto 2,6 miliardi di euro con un volume occupazionale di 36.000 unità (indotto incluso) e dovrebbe registrare un moderato incremento per l’anno in corso. Oltre il 60% della produzione è esportato in tutti i paesi del mondo.

Al Congresso del CECE partecipano circa 200 delegati tra titolari d’azienda, senior manager, esperti tecnici, decisori politici, ricercatori e organizzatori dei principali eventi fieristici di settore. Obiettivo comune: confrontarsi con le sfide della trasformazione digitale e delle politiche che scaturiranno dai risultati delle elezioni europee del maggio 2019. “Fidelizzare il cliente, costruire una visione comune” (Building customer loyalty through a common vision), recita il titolo dell’evento. L’intento degli organizzatori è infatti coinvolgere gli utilizzatori nella gestione della trasformazione digitale articolando su tutta la filiera un punto di vista comune che massimizzi i benefici delle nuove tecnologie.

Al Congresso viene inoltre presentato il CECE Digitalisation project. “Negli ultimi otto mesi – ha dichiarato il presidente del CECE Enrico Prandini – un gruppo di specialisti supportato da aziende edili e di noleggio ha analizzato come facilitare l’adozione di tecnologie digitali nel settore delle macchine per costruzione al fine di migliorarne la produttività, la sicurezza e la compatibilità ambientale. Questo lavoro comune ci ha insegnato che i dati raccolti dall’attività delle nostre macchine sono una risorsa preziosa che dobbiamo valorizzare. Ma per far ciò abbiamo necessità di cambiare i modelli di business.”

Altro documento presentato nel corso del congresso è stato il Manifesto del CECE sulle elezioni europee (CECE Manifesto for the European Parliament elections) nel quale la federazione chiede all’Unione europea di dotarsi di una visione strategica di sviluppo industriale che sappia sfruttare al meglio le opportunità messe in campo dalle nuove tecnologie. “La nostra industria – afferma il presidente del CECE – è parte integrante della catena del valore delle costruzioni, un comparto che impiega in Europa oltre 18 milioni di persone generando il 9% del pil dell’Ue. Sono dati che vengono spesso trascurati dai legislatori. Chiediamo quindi a tutti i candidati e ai deputati eletti nel parlamento europeo di sostenere un mandato di maggioranza solo se l’industria sarà posta nella lista delle cinque priorità del programma politico della futura Commissione europea.”

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