lunedì, 2 Febbraio 2026

ROBERTO ZUCCHI, IL RITORNO CON PASSIONE IN MANITOWOC ITALY

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Un ritorno in grande stile, quello di Roberto Zucchi nella squadra di Manitowoc Crane Group Italy. Al conferimento recente dell’incarico di area manager per le autogrù GMK ed RT nel nostro Paese si aggiunge l’omologa responsabilità per gli ambiti esteri di mercato che rientrano nella competenza della filiale italiana (i paesi dell’ex-Jugoslavia, Romania, Bulgaria, Grecia, Malta, Cipro e Libia). Roberto Zucchi è una conoscenza consolidata in MCG Italy, dal momento che ha ricoperto la stessa posizione dirigenziale dal 2004 al 2009. “Fu un periodo di autentico apprendistato – ricorda il nuovo area manager – Non avevo alcuna esperienza nel settore del sollevamento ma allora mi vennero in aiuto la passione, l’umiltà e tanta voglia di fare. Al cospetto dei noleggiatori italiani – ai quali avrei dovuto vendere naturalmente le autogrù – all’inizio ero un po’ intimidito ma furono loro stessi a prendermi in simpatia, a farmi sentire a mio agio, a mostrarmi il loro parco macchine rivelandone pregi e difetti. Così imparai a conoscere le macchine, il mercato e il grande valore di un intero comparto industriale”.
In quegli anni il marchio Grove raccoglieva ancora l’eredità gloriosa di Krupp e doveva dimostrare di essere all’altezza di quelle macchine che tutti ricordavano, ad esempio, per la solidità del carro e delle famose sospensioni Megatrack. “La nostra gamma allora era all’inizio di una grande avventura – ricorda ancora Zucchi – Le caratteristiche di sbraccio e le prestazioni potevano apparire inferiori rispetto a capitani del mercato come Liebherr e Terex-Demag. Mi resi subito conto però che non bastava un metro di braccio in più o una curva di carico migliore per ottenere un’autogrù al massimo delle prestazioni. Era l’assistenza la pietra d’angolo che sosteneva la scelta da una macchina piuttosto che di un’altra”. Lo sforzo della filiale italiana di Manitowoc, in quegli anni, fu proprio quello di organizzare un sistema di assistenza altamente professionale e organizzato in modo indefettibile. Roberto Zucchi diede un grande contributo al riguardo e alla vendita delle prime autogrù seguiva sempre un’attenzione al cliente e una disponibilità 24 ore su 24. Il successo arrivò e l’Italia scoprì il valore di Grove a ogni latitudine.
“Dopo tanti anni, la passione per le autogrù non sono riuscito a dimenticarla – confessa Zucchi – Guardo sempre in alto quando passo dalle parti di un cantiere, per scorgere un braccio telescopico o tralicciato che appartenga a un campione Manitowoc. Per me, rientrare in questa azienda è come tornare in famiglia dopo tanto tempo. Ricordo con affetto i direttori di filiale che si sono succeduti dalla mia assunzione in poi, persone che mi hanno dato fiducia, insegnamenti e crescita professionale. Oggi torno al mio vecchio lavoro con gioia e con rinnovato entusiasmo; ho ritrovato molti dei vecchi colleghi e ho ripreso i contatti con clienti che nel frattempo sono cresciuti davvero tanto. Ho ritrovato la stessa disponibilità e gentilezza di una volta, in un mercato comunque profondamente mutato ma sempre mosso da una passione speciale che alimenta chi ci lavora e ne fa parte”.
Roberto Zucchi rileva che “Il gruppo Manitowoc oggi – e in particolare la sua filiale italiana – presenta una struttura rinnovata e organizzata, con un sistema di assistenza di altissima qualità. Possiamo contare una squadra di tecnici formati direttamente in fabbrica a Wihlemshaven, che operano sull’intero territorio nazionale, oltre che nell’officina allestita negli spazi dello stabilimento di Niella Tanaro, altra sede produttiva che ho trovato profondamente rinnovata e incrementata nell’efficienza dai grandi investimenti dedicati alla gamma rough terrain. Oggi i modelli di punta che ben si adattano al mercato italiano sono best seller consolidati come l’RT550 e le nuove GRT655 e GRT655L. Parlando invece delle autogrù all terrain, Grove ha raggiunto sul mercato nazionale una presenza consolidata del 40%. Tra le ultime macchine realizzate a Wilhelmshaven è degna di nota la GMK5250Xl con 78,5 m di braccio, il più lungo della propria categoria operativa. La GMK4100L-1, con sette sezioni di braccio per uno sviluppo fino ai 60 m, contempla invece uno dei carri più contenuti nelle dimensioni e agili nelle movimentazioni. Anche la splendida sei assi GMK6300, con 80 m di braccio e una capacità di tiro al top del mercato, ha colpito il cuore del mercato con il risultato di ordini importanti da parte dei noleggiatori. Le macchine oggi sono tutte dotate di can-bus gestito dal sistema proprietario Control Crane System, che permette una gestione semplificata e intuitiva di tutte le funzioni della gru e della manutenzione predittiva. Vedete, già sono immerso di nuovo in questo mondo nel quale sono felice e orgoglioso di tornare a pieno impeto, con lo sprone dell’entusiasmo e di una passione condivisa con una squadra aziendale straordinaria”.

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