Due interventi recenti portati a termine dall’impresa Marraffa saranno al centro di un approfondimento tecnico all’interno del prossimo numero di Sollevare, la seconda uscita del 2026. Il segmento operativo dei trasporti eccezionali non è nuovo a imprese spettacolari, ma noi continuiamo ad osservarne i risultati con la medesima sorpresa, rapiti dalla grandezza dei carichi movimentati e portati in quota, nonché dalla complessità dell’ingegnerizzazione dei progetti, in cui ogni dettaglio, ogni centimetro fa la differenza.
E noi dunque porteremo alla vostra attenzione due di questi case history, portati a termine dalla società pugliese, specializzata nella movimentazione di carichi fuori sagoma e nei sollevamenti heavy duty, che raccontano due facce diverse dello stesso mestiere: da un lato la logistica industriale legata alla movimentazione di componenti impiantistici di grandi dimensioni, dall’altro le operazioni di varo in ambito urbano, dove ogni manovra deve misurarsi con spazi limitati, vincoli infrastrutturali e condizioni operative tutt’altro che semplici.
Si tratta di due interventi che, pur svolti in contesti molto diversi tra loro, restituiscono bene l’evoluzione tecnica e organizzativa che sta interessando il comparto dei trasporti eccezionali in Italia. Per questo motivo li racconteremo in modo approfondito nel prossimo numero della rivista cartacea, analizzando nel dettaglio le soluzioni ingegneristiche adottate e le fasi operative che hanno reso possibili queste lavorazioni.
Per darvi un’anticipazione, accenniamo al primo intervento, che ha riguardato la movimentazione di una colonna di catalisi per un impianto di produzione dell’acido solforico, realizzata interamente in acciaio inox AISI 304 H. Il manufatto, dal peso complessivo di 110 tonnellate e con una larghezza di 6,5 metri, è stato trasferito lungo la tratta tra Cazzago di Pianiga e Marano, in provincia di Venezia. Un’operazione che ha richiesto una pianificazione estremamente accurata sia dal punto di vista logistico sia sotto il profilo autorizzativo. Per consentire il trasporto su strada, la colonna è stata suddivisa in due sezioni da 55 tonnellate ciascuna, trasferite mediante convogli speciali di circa 40 metri di lunghezza.
Di natura completamente diversa, ma altrettanto impegnativa, è stata l’operazione realizzata a Potenza per il varo di una passerella pedonale in acciaio lunga 55 metri e con un peso di circa 160 tonnellate. La struttura costituisce un elemento centrale del nuovo sistema di mobilità verticale della città, progettato per collegare via Cavour con il centro storico attraverso un sistema integrato di ascensori e percorsi pedonali.
Il nodo normativo: l’impegno di ANITA
Questi due interventi restituiscono bene il livello di coordinamento tecnico richiesto oggi nel settore dei trasporti eccezionali, dove la componente ingegneristica si intreccia sempre più con quella normativa e organizzativa. Un tema che è stato recentemente al centro anche del confronto istituzionale convocato presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, cui ha partecipato anche Giovanni Marraffa, in rappresentanza della sezione Trasporti Eccezionali (di cui è presidente) di ANITA – Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici.
L’incontro è stato dedicato all’attuazione delle disposizioni previste dal decreto legge 146/2021, che introduce importanti novità nella disciplina del settore. Al centro del confronto i temi della tutela delle infrastrutture – in particolare ponti e viadotti – la semplificazione e la digitalizzazione delle procedure autorizzative e la responsabilità dei gestori stradali nel fornire dati aggiornati sulla portata delle infrastrutture.
Tematiche che incidono direttamente sulla pianificazione operativa di trasporti fuori sagoma e fuori peso e che rappresentano oggi uno snodo cruciale per l’evoluzione del comparto. Come sottolineato dallo stesso Marraffa, “il settore dei trasporti eccezionali non è solo logistica: è il motore che permette la realizzazione delle grandi opere e lo sviluppo industriale dell’Italia. Come ANITA, continueremo a lavorare affinché l’evoluzione normativa risponda alle reali esigenze operative delle nostre imprese, puntando su tecnologia e sicurezza”.
Sfortunatamente – è notizia di pochi minuti fa – Confartigianato ha appena reso noto che con il decreto Milleproroghe è stata nuovamente rinviata l’entrata in vigore delle “Linee guida per i trasporti in condizioni di eccezionalità” e del “Piano nazionale dei trasporti eccezionali”, strumenti destinati a riorganizzare in modo strutturato il sistema delle autorizzazioni e la gestione dei transiti dei convogli eccezionali sulla rete viaria italiana.
Nel prossimo numero della rivista cartacea torneremo su questi due interventi – e sul nodo normativo con, si spera, notizie positive – con un’analisi più approfondita delle fasi operative, delle macchine impiegate e delle soluzioni ingegneristiche adottate, offrendo uno sguardo ravvicinato su operazioni che raccontano molto bene il livello tecnico raggiunto oggi dal sollevamento heavy duty e dalla movimentazione industriale.




















