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All’ultima edizione 2014 del SAMOTER di Verona è stato presentato il prototipo innovativo di una prolunga smontabile di ultima generazione per braccio di autogru idraulica. Si tratta di un fly jib aggiuntivo della lunghezza totale di 14m, costituito da due sezioni unite tra loro mediante spinatura metallica e complessivamente alla testa braccio mediante articolazione che ne consente l’inclinazione relativa rispetto allo stesso asse braccio. La prolunga puo’ essere utilizzata nella lunghezza parziale di 7,5m oppure nella complessiva di 14m. L’aspetto sostanzialmente innovativo consiste nella sua realizzazione in composito rinforzato con fibra di carbonio: attualmente questo risulta infatti essere, nell’ambito degli apparecchi di sollevamento, il primo elemento strutturale costruito interamente in CFRP cui è affidato il sostentamento diretto ed autonomo del carico di esercizio. La paternità della nuova proposta tecnica trova collocazione nella sintesi di due capacità ed esperienze complementari che hanno operato in funzione reciprocamente catalitica. Da un lato l’Ing. FABIO PAVESI, l’ideatore del progetto, ha riversato la propria esperienza progettuale maturata in oltre 30 anni di attività nella progettazione di autogru idrauliche mobili. Dall’altro lato, in qualità di costruttore, la ELIGIO RE FRASCHINI S.p.A., azienda leader nell’applicazione dei materiali compositi nei settori delle competizioni sportive e aeronautico, ha fornito il suo esclusivo supporto tecnologico, garantendo qualità, eccellenza e innovazione: valori che da sempre contraddistinguono i suoi prodotti in fibra di carbonio a livello internazionale, quali parti strutturali per auto di F1 ed appendici nautiche per la Coppa America e la Volvo Ocean Race. Dalla sinergia di progettazione e realizzazione è quindi scaturito questo prototipo innovativo dedicato alle gru mobili idrauliche montate su autoveicoli industriali.
In questa applicazione, infatti, il limite di massa è sovrano ed invalicabile: la notevole riduzione della massa del componente nell’ordine del 50% consente di poter circolare con la prolunga a bordo senza sconfinamento di peso per l’autoveicolo. L’utente di tale modello di autogru vede quindi aumentata di ben 14 m la reale altezza disponibile massima di lavoro del proprio mezzo, dai circa 40m basici ai nuovi 54m operativi. Oltre a ciò, il ridotto peso della prolunga ne rende possibile l’installazione in testa braccio anche nei limitati spazi delle aree urbane, con evidente beneficio logistico ed esecutivo. Ultimo ma non meno importante, la sua capacità massima di sollevamento risulta in linea con quella dell’analogo fly jib metallico, ovvero circa 3500 kg per braccio tutto impennato. Queste, in breve, le potenzialità dell’innovazione tecnologica presentata. Successivamente alla presentazione, il fly jib prototipale ha iniziato la necessaria serie di cicli di carico su banco di prova espressamente costruito. A seguito di uno storico acquisito sulla base di alcune centinaia di cicli di carico, monitorati in singolo quanto a carico applicato e deformazione elastica conseguente, la nuova soluzione, sia sul piano di progetto che di tecnologia di realizzazione, si può complessivamente considerare operativa ed applicabile. Ne danno conferma anche i test di verifica al banco di prova, che hanno rilevato la capacità del fly jib di sostenere il massimo carico di progetto senza danneggiamenti strutturali e contenendo i valori di deformazione nei limiti massimi ammissibili.
La prossima tappa prevista sarà la certificazione, conseguitane l’idoneità sulla base delle prove sostenute, cui seguirà il posizionamento di vendita sul mercato settoriale.
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