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domenica, 23 Gennaio 2022

ACCIAIO: INCERTEZZA, MA IL MERCATO TIENE

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Dopo un biennio estremamente positivo, il 2019 si è aperto sotto il segno del rallentamento e dell’incertezza. Questa la situazione della filiera dell’acciaio nazionale secondo Alessandro Banzato (presidente Federacciai e CEO Acciaierie Venete), Antonio Marcegaglia (presidente Gruppo Marcegaglia) e Alessandro Trivillin (Amministratore delegato Danieli & C.), relatori del convegno «Steel Human», che ha sancito la conclusione del programma convegnistico di Made in Steel.

«Al momento si percepisce una forte confusione sul mercato – ha spiegato Alessandro Banzato -, dovuta sia al contesto nazionale sia al contesto internazionale, contraddistinto da incertezze legate all’evoluzione della Brexit, dalla politica pro-dazi dell’amministrazione americana e dalle risposte degli altri Paesi e dall’instabilità geopolitica di alcune aree». In questo scenario di base «il sentiment degli operatori di mercato è negativo – ha aggiunto Antonio Marcegaglia -. Ritengo però che la percezione sia peggiore rispetto alla realtà: parlando con concorrenti e clienti abbiamo rilevato sì un rallentamento degli ordini, ma di entità contenuta». «Il calo dei volumi è nel complesso modesto – ha ribadito Alessandro Trivillin -. Si segnala una riduzione dei margini, però ricordiamo che il 2018 è stato un anno straordinario in termini di redditività, quindi la situazione non è preoccupante». A conferma di ciò arrivano anche i dati della produzione siderurgica italiana, che nel primo trimestre è stata pari a 6,284 milioni di tonnellate, con un calo del 2,1% rispetto al corrispondente periodo del 2018 (fonte: Federacciai).

Nonostante un consumo che frena, non mancheranno gli investimenti nel comparto siderurgico nazionale. A partire da Taranto, dove il presidente di Federacciai Banzato ha sottolineato che «sono previsti imponenti investimenti. Bisogna dare il tempo ad ArcelorMittal di portarli a termine, in modo che possano dispiegare i propri effetti. Le critiche che si leggono in questi giorni mi paiono premature». Ma non solo ArcelorMittal investirà. «Il nostro gruppo – ha dichiarato Antonio Marcegaglia – spenderà da 100 a 120 milioni di euro all’anno in investimenti, più del doppio degli ultimi anni». Ed il target andrà oltre gli impianti ed i macchinari: Marcegaglia, Acciaierie Venete e Danieli, infatti, dispongono di academy interne per la formazione dei propri dipendenti. Anche perché uno dei problemi legati alle risorse umane «è la difficoltà a trovare ed ingaggiare personale aziendale – ha precisato Trivillin -. Il settore spesso appare poco attrattivo per i giovani: dobbiamo lavorare anche in termini comunicativi in questa direzione».

Infine, sul versante delle acquisizioni e fusioni, secondo gli intervenuti, nei prossimi anni non dovrebbero verificarsi unioni tra i produttori siderurgici nazionali. «Ritengo che le operazioni di consolidamento tra i “big” italiani siano da escludersi nel breve periodo: le aziende rimaste sul mercato sono strutturate e solide». Ma ciò non significa che non ci saranno movimenti. «Penso che scendendo nella filiera sino alle imprese attive nella prima e seconda trasformazione di acciaio – ha detto Antonio Marcegaglia – ci sia ancora spazio e possibilità di ristrutturare». Lo stesso parere è anche di Alessandro Trivillin, secondo cui «salvo default o crisi aziendali non ci saranno fusioni tra acciaierie italiane».

Made in Steel Awards – ArcelorMittal Italia, Aperam Stainless Services & Solutions Italy e Liberty Steel. Sono questi i tre vincitori dei Made in Steel Awards, riconoscimenti assegnati da Made in Steel ai migliori allestimenti degli stand della manifestazione.

La giuria ha premiato ArcelorMittal Italia nella categoria Best Communication Stand, nominando Clarex e Tresoldi Metalli, mentre Aperam Stainless Services & Solutions Italy si è aggiudicato il riconoscimento per il Most Friendly Stand, con AFV Acciaierie Beltrame e Acciaierie Venete in nomination. Infine a Liberty Steel è andato il premio Best International Stand, con La Cisa Trasporti Industriali e Calvi Holding in nomination.

Made in Steel, conclusosi giovedì 16 maggio al termine di una tre giorni articolata su business e convegni, ha fatto registrare presenze che si sono attestate a 16.520, in crescita del 12,3% rispetto all’edizione 2017, quando avevano raggiunto le 14.714 unità. La presenze estere hanno toccato quota 26% del totale.


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