domenica, 31 Agosto 2025

ALDINO ZEPPELLI, UN ITALIANO AL COMANDO DI HIAB

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In un tempo in cui il valore delle competenze serve a risollevare il nostro morale nazionale, la nomina di Aldino Zeppelli alla carica di Senior Vice President del gruppo Cargotec-Hiab e di CEO della strategica divisione Loader and Cranes è da annoverare tra le notizie corroboranti per il settore del sollevamento italiano. Le funzioni che fanno capo all’ingegnere modenese sono attive dall’1 di aprile e la sua prima dichiarazione è quella di “un grande orgoglio, come italiano, per essere stato scelto da Cargotec, multinazionale di riferimento nel settore globale del sollevamento, per dirigere una delle divisioni piu strategiche e rilevanti”. Aldino Zeppelli a 48 anni vanta un curriculum professionale già notevole. Dopo la laurea
in Ingegneria Meccanica- Sezione Materiali all’Universita di Modena, ha conseguito un Master in Engineering all’Insead di Parigi e ha precorso le tappe di una carriera votata alla direzione aziendale ricoprendo ruoli di notevole responsabilità nell’Executive Management  di gruppi multinazionali come Whirpool e Sandvik – la seconda, realtà primaria delle Costruzioni in ambito mondiale, dove Zeppelli ha ricoperto l’incarico di amministratore delegato della Divisione Mining & Construction China.
Pur nella quarantena domestica a cui siamo costretti da tempo per combattere la drammatica pandemia del Covid-19, il nostro incontro a distanza con l’ingegner Aldino Zeppelli si è realizzato nel conforto di una conversazione cordiale e densa di contenuti. Un colloquio dal resoconto fertile e indicativo per il prossimo futuro di Hiab che vi offriamo in anteprima sul nostro portale e sulle pagine di Sollevare.

Ingegner Zeppelli, innanzitutto le facciamo i complimenti e i migliori auguri per questa nuova, grande esperienza professionale. Da quale base di partenza comincia il suo cammino dirigenziale in Cargotec-Hiab?
Il mio esordio parte da una strategia industriale che la divisione Loader and Cranes di Hiab ha già intrapreso da tempo. Vale a dire, una strategia basata sull’investimento fondamentale dedicato – con l’acquisizione di Effer – al segmento delle gru idrauliche Heavy e Super-Heavy, e sulla ricerca tecnologica veicolata alle dinamiche di connettività digitale e controllo elettronico delle gru di ultima generazione. Con la gamma Effer, la divisione Loader and Cranes di Hiab propone al mercato modelli di alto profilo che costituiscono certamente uno standard per l’intero settore. Parlando di mercato, le nostre ambizioni sono quelle di rafforzare la penetrazione nelle aree già proficue per l’attuale espansione dei nostri modelli come gli Stati Uniti e il Nord America. Nonostante l’emergenza Covid-19, le previsioni indicano la ripresa di un trend positivo già avviato da molti mesi. Sotto il profilo tecnologico, inoltre, sulla nostra gamma sono stati sviluppati sistemi di controllo elettronici molto efficienti ed estremamente user-friendly, a incremento delle facoltà dell’operatore e della produttività delle gru. Lo stesso discorso può essere trasferito al processo importante di gestione digitale, giunto ormai a un livello di avanguardia assoluta.

La gru idraulica su camion è un mezzo d’opera che pretende un’attenzione assidua al cliente, proprio per l’indispensabile simbiosi macchina-operatore. Per questo ogni allestimento diventa un progetto da seguire in modo speciale.
Questa domanda in effetti per noi è un’asserzione naturale. Le confermo che quello degli allestimenti è un altro punto fondamentale che riguarda lo sviluppo dei progetti di gamma della divisione Loader and Cranes. Il centro di eccellenza Hiab a Meppel, nei Paesi Bassi, ha inaugurato una nuova era di allestimenti molto efficienti e rapidi per le gru dell’attuale generazione Hiab, in relazione allo stesso segmento Heavy e Super-Heavy dove capacità ingegneristiche e facilità di installazione sono elementi fondamentali per il cliente finale. Questa caratteristica ‘smart’ riusciamo a declinarla in modo estremamente flessibile anche nelle linee di prodotto della fascia piccola e media. La nuova era dell’allestimento Hiab è basata sul sistema modulare Frameworks che oggi comporta una riduzione fino al 75% dei tempi di installazione delle nostre gru. Per esempio, il controtelaio è fissato secondo un kit specifico in dotazione, senza dover ricorrere a saldature o a levigature successive e senza la necessità di piastre laterali da installare sul telaio dell’autocarro.

Con l’avvio del programma Frameworks – annunciato lo scorso anno a Bauma 2019 – in effetti Hiab ed Effer hanno inaugurato un modello produttivo inedito per tutto il settore.
La parola cardine è integrazione e posso dire, con il conforto degli osservatori interni al gruppo, che Hiab ha maturato questo valore aggiunto dalla catena di processo Effer. Il costruttore italiano ha basato il proprio successo sul notevole avanzamento tecnologico conseguito negli anni grazie a una continuità ideale tra progettazione e costruzione delle gru, soprattutto in rapporto a una componentistica e a un engineering di livello estremamente alto. Questo aspetto qualitativo riteniamo sia al centro dell’attenzione conquistata da parte dei nuovi clienti Hiab e fulcro strategico della direzione industriale intrapresa dal gruppo Cargotec.

Ritorniamo al mercato. Le vostre ambizioni si concentreranno prevalentemente su aree di espansione dalla cultura operativa avanzata?
Per Hiab la direttrice commerciale verso i paesi più maturi e avanzati sotto il profilo industriale come quelli del Nord e dell’Europa Centrale (oltre alle aree già menzionate del Nord America) fa parte di un programma ormai consolidato di sviluppo del business. Si tratta di mercati dove il valore di innovazione e alta qualità è preminente nelle decisioni di investimento del cliente e questo aspetto spinge lo sviluppo di soluzioni tecnologiche sempre più user friendly e di moduli facilitati e flessibili per l’allestimento. La nostra ambizione, anche nelle quote di mercato, è quella di promuovere la qualità e la ricerca sul prodotto.

La nuova tecnologica di Hiab coprirà anche le gru già operative? Si tratta, in sostanza, di un processo che potrà estendere i propri benefici anche ai modelli precedenti a quelli di ultima generazione?
Senz’altro le implementazioni tecnologiche più recenti potranno essere installate – per ciò che riguarda il controllo e la connettività di gestione – anche sui modelli presenti a quelli di nuova produzione. Il retrofitting a miglioramento delle performance della gru è uno dei plus su cui puntiamo per fidelizzare il cliente che ha già una flotta di modelli Hiab ed Effer.
Per riassumere la nostra missione attuale, dunque, la piramide strategica parte dalla base dell’integrazione dei vari marchi e dalla focalizzazione sui mercati avanzati, passando per le performance degli stabilimenti con puntualità di consegna e qualità della realizzazione e culminando con la ricerca sull’aspetto digitale ed elettronico per la gestione e il controllo delle gru. Le dinamiche di service e retrofitting, infine, costituiscono il cemento dell’assiduità di rapporto con una clientela internazionale aggiornata e consapevole.

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