giovedì, 2 Aprile 2026

GIS 2019, LA PROTESTA DEI TRASPORTI ECCEZIONALI CONTRO L’ITALIA CHE FRENA IL LAVORO

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“Otto mesi per un permesso di transito e intanto l’economia di un intero Paese è in scacco per colpa della politica”. Il grido di allarme di Antonio Catiello arriva alla conferenza stampa di presentazione del GIS 2019 come un fulmine devastante di accusa al governo nazionale e alla burocrazia. Il presidente di AITE (l’Associazione italiana dei trasporti eccezionali), invitato al tavolo degli ospiti – insieme al segretario della stessa associazione, Sandra Forzoni – ha lanciato la sfida all’attuale esecutivo contro i veti documentali, l’impreparazione gestionale del sistema viabilistico stradale e autostradale, le mancate manutenzioni e il sonno normativo che continua a far sussistere leggi e regolamenti in conflitto fra loro (tra ministero, regioni, province ed enti municipali) che ostacolano la libera circolazione di merci e manufatti per l’industria. “Non si fermano solo i trasporti eccezionali, si ferma un intero sistema produttivo per colpa di questa inerzia legislativa e operativa da parte dello Stato. Più di vent’anni fa, quando Claudio Burlando era ministro dei Trasporti, bloccammo Roma con 500 tir e la nostra voce fu ascoltata, eccome. Cambiarono la legge in soli otto giorni. Quindi la volontà è tutto, se si vogliono cambiare le cose. Il problema è che la volontà oggi, con questo governo, non c’è. E non ci sono neppure le competenze per agire”.
Il presidente di AITE ha poi realizzato – da imprenditore alla guida di un’azienda italiana dal respiro internazionale come TCT – un confronto con gli altri paesi europei. Con l’Inghilterra, ad esempio, dove per ottenere un permise di transito eccezionale basta una mail indirizzata alla polizia. “La risposta è pressoché immediata, con l’indicazione del percorso da seguire. I pesi? Sono già stati registrati elettronicamente alla sbarco dalla nave, insieme alle misure d’ingombro dei veicoli. E tutto a costo zero. Noi in Italia, invece, paghiamo cifre assurde per un servizio che non c’è, facendo salti mortali contro gli ostacoli della burocrazia”.

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