sabato, 28 Febbraio 2026

Goldhofer e i ponti per trasportare (e sviluppare) le nuove reti dell’energia

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La transizione energetica comporta i corollari di sfide finanziarie e logistiche di importanza straordinaria. L’accento sul trasporto eccezionale dei componenti industriali non è certo una sottolineatura ridondante, nel capitolo fondamentale del nostro avvenire socioeconomico. L’ennesima testimonianza ci arriva da Goldhofer, partner affidabile e ormai storico delle imprese di settore che si occupano di queste dinamiche. L’innovazione più recente riguarda la linea speciale di semirimorchi per il trasporto di grandi bobine avvolgicavi di qualsiasi dimensione nel modo più efficiente e flessibile.

“La transizione energetica ci coinvolge come attori in primo piano – conferma Robert Steinhauser, Vice President Sales & Service Transport Technology di Goldhofer – La nostra azienda si è sempre considerata come pioniere di soluzioni per il trasporto innovative e sostenibili, come nel caso del rivoluzionario portapale per turbine eoliche FTV 300. Poi è arrivata la terza generazione FTV 850 e gli adattatori per torri, oltre al carrello da traino orientabile Blades. Un portafoglio specializzato Goldhofer per il trasporto di componenti di turbine eoliche, insomma, al servizio di clienti che possono contare sulla massima affidabilità operativa”.

Mentre l’enfasi principale è stata finora sullo sviluppo e l’aggiornamento degli impianti di energia rinnovabile, l’attenzione si sta ora spostando sui processi a valle. È necessario costruire nuove linee e reti di trasmissione. L’energia generata viene immessa in reti sempre più intelligenti per il conferimento dell’energia al consumatore finale. La costruzione di queste reti intelligenti è un’importante impresa logistica: la spina dorsale delle nuove autostrade contempla cavi da 150 mm di diametro e fino a due chilometri di lunghezza, trasportati in cantiere per essere posati tra le campate dei giunti di trasmissione, a partire da enormi tamburi portacavi.

I tamburi in questione, attualmente utilizzati per questo scopo, sono lunghi dai tre ai cinque metri, hanno un diametro di oltre quattro metri e pesano tra le 30 e le 50 tonnellate. Consentono lunghezze di sviluppo fino a distanze di quasi 1 km. Per nuovi progetti come il German South Link e il South-East Link, queste bobine arrivano a otto oppure dodici metri di diametro, con un peso complessivo fino a 100 tonnellate. Possono contenere cavi lunghi fino a due chilometri che per essere srotolati completamente e tensionati devono poter esser trasportati insieme all’attrezzatura più adatta per le lavorazioni di posa successive.

In collaborazione con Energieanlagen Ramonat GmbH, Goldhofer ha quindi sviluppato un ampio portafoglio di soluzioni per il trasporto di tamburi per cavi di diversi pesi e dimensioni. “Abbiamo collaborato con Ramonat, in virtù dell’ampia esperienza in questo mercato particolare, per sviluppare un sistema che non solo soddisfi costantemente le esigenze dei nostri clienti per quanto riguarda il trasporto, ma tenga anche conto delle sfide speciali del successivo processo di svolgimento delle maxi-bobine – conferma Steinhauser – In questo modo, possiamo agire come unico fornitore sul mercato per tutti i progetti di questo genere, con un considerevole aumento di efficienza nell’operatività di questo segmento industriale”.

L’avvolgicavo viene trasportato su uno speciale ponte di insediamento, collocato tra una combinazione di moduli Goldhofer per carichi pesanti (4+6 o 5+7). La soluzione sviluppata presenta due vantaggi particolari. I supporti idraulici – montati con facilità – consentono di sollevare il ponte all’altezza dell’area di conferimento della bobina, a pieno carico, in modo che la combinazione di moduli possa essere traslata sotto di esso. In questo modo, si riduce notevolmente la lunghezza complessiva del convoglio di trasporto, assicurandone una maggiore manovrabilità in ogni contesto di cantiere, soprattutto in combinazione con moduli semoventi. Inoltre, il sistema include un dispositivo di svolgimento integrato della bobina – con azionamento sincronizzato – per una continuità operativa ottimale, una volta che il componente è giunto a destinazione. “I nuovi ponti per tamburi per cavi Goldhofer ci danno tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Sono più leggeri e più corti delle precedenti soluzioni comparabili, offrono maneggevolezza, elevata manovrabilità e capacità flessibile di srotolamento del cavo, tutto in uno – assicura Stefan Ramonat, amministratore delegato di Energieanlagen Ramonat GmbH – La sezione trasversale del ponte è stata ottimizzata per consentire al tamburo del cavo un’aderenza al suolo calibrata, per un’altezza di marcia complessiva più bassa possibile, corrispondente al diametro della flangia. Le bobine da 100 tonnellate possono essere trasportate in modo proficuo su una combinazione standard (4+6) senza superare il carico massimo per asse di 12 tonnellate. Un altro grande vantaggio di questa soluzione consiste nella compatibilità con i sistemi di trasporto già adottati. Con l’ausilio di un adattatore, il nostro svolgicavo può essere adattato ai ponti Goldhofer già presenti nella flotta del cliente per una significativa riduzione di investimento, riguardo a questa operatività specializzata”.

Goldhofer ha già avviato lo sviluppo di prodotto per il trasporto dei tamburi di pesi e dimensioni inferiori che comportano l’installazione dell’attrezzatura di svolgimento cavi sui ponti a pianale ribassato. Il risultato terrà conto ancora una volta della economia operativa. “Nello sviluppo di questo portafoglio prodotti, abbiamo attribuito grande importanza fin dall’inizio alla disponibilità non problematica di soluzioni a misura dei clienti, indipendentemente dalle dimensioni della flotta e dal numero di tamburi per cavi da trasportare – afferma Steinhauser – Abbiamo consentito così, alle imprese di trasporto che si rivolgono a noi, di contribuire ai programmi di espansione delle reti energetiche con efficienza ed economia senza precedenti, conferendo un contributo decisivo al successo della transizione energetica”.

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