mercoledì, 22 Luglio 2026

Dentro il progetto Merlo. Dal concept al cantiere un processo che cura ogni dettaglio

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La Menzione d’Onore al Compasso d’Oro ADI ottenuta quest’anno dal sollevatore full electric Merlo TFe43.7, che entrerà nella Collezione Permanente del premio, offre un’occasione concreta per guardare dentro il processo di progettazione di un sollevatore telescopico. Il riconoscimento è il più antico e autorevole premio mondiale dedicato al design industriale e premia, oltre la forma, anche e soprattutto il lavoro tecnico che permette di trasformare un concept in un mezzo capace di operare ogni giorno in cantiere, che si tratti di un azienda agricola oppure di contesti produttivi più complessi.

Il TFe43.7 si colloca nel cuore della gamma Merlo “Generazione Zero” e nasce nell’ambito dei modelli Turbofarmer modulari con assali a portale. Si tratta di un telescopico di fascia media, con braccio da 7 m e capacità di sollevamento di 4,3 t. La completa elettrificazione consente alla macchina di lavorare con zero emissioni locali e con un impatto acustico ridotto, due caratteristiche che ampliano il campo di utilizzo in ambienti sensibili, contesti indoor, aree urbane e applicazioni dove rumore e gas di scarico rappresentano un vincolo operativo.

Il progetto porta la firma di Pier Luigi Porta per il design e di Felice Contessini e Roberto Ravera per l’engineering. Questa distinzione aiuta a leggere correttamente il valore del risultato. In una macchina da lavoro, il design industriale lavora insieme all’ingegneria, perché ogni scelta formale deve dialogare con visibilità, accessibilità, ergonomia, cinematica del braccio, disposizione degli organi tecnici, manutenzione e sicurezza.

Merlo TFe43.7 concept cantiere

Gestazione strategica

Iniziamo con una premessa, necessaria per comprendere le complessità dell’iter progettuale che precede la realizzazione di una macchina finita. Lo sviluppo di un nuovo sollevatore telescopico può richiedere da tre a cinque anni, come dichiara il costruttore di Cervasca. Il processo parte dall’analisi del mercato, dall’ascolto degli utilizzatori e dalla lettura delle future evoluzioni normative. Da questa fase nascono i primi concept, che servono a verificare impostazione generale, architettura della macchina, ingombri, accessibilità ai componenti e rapporto tra prestazioni richieste e vincoli costruttivi.

Un telescopico moderno integra struttura meccanica, impianti idraulici, sistemi elettronici, software di controllo e interfacce operatore. Il progetto, di conseguenza, deve far convivere discipline diverse dentro un prodotto compatto, robusto e leggibile per chi lo utilizza. Il lavoro coinvolge designer industriali, ingegneri meccanici, specialisti dell’idraulica, sviluppatori software, tecnici di validazione e responsabili di produzione.

“In questo settore il design non è un elemento che si aggiunge al prodotto, ma uno strumento che consente di trasformare la complessità tecnologica in un’esperienza d’uso intuitiva, sicura ed efficiente – commenta il designer Pier Luigi Porta -. Ogni scelta progettuale deve trovare un equilibrio tra ergonomia, prestazioni, affidabilità e identità del marchio. Quando questo equilibrio viene raggiunto, l’operatore percepisce semplicemente la naturalezza del lavoro svolto”.

Dopo la fase concettuale, la progettazione entra nella simulazione digitale, nella modellazione tridimensionale e nelle analisi strutturali. Il team verifica resistenza, stabilità, distribuzione delle masse, accessibilità manutentiva e comportamento dei principali gruppi funzionali. I prototipi funzionali accumulano poi migliaia di ore di prova in condizioni reali, con test di durata, affidabilità, sicurezza e prestazione. Solo al termine della validazione il progetto passa all’industrializzazione, dove la macchina viene ottimizzata per la produzione in serie, la ripetibilità qualitativa e la sostenibilità economica del prodotto.

Merlo TFe43.7 concept cantiere

Il design come funzione operativa

Nel TFe43.7, il design industriale lavora su una macchina elettrica che deve mantenere le prestazioni attese da un telescopico agricolo e da cantiere, senza perdere robustezza, autonomia operativa e semplicità d’uso. La forma diventa quindi il risultato visibile di molte decisioni tecniche, dalla disposizione dei componenti elettrici alla protezione degli organi sensibili, fino alla visibilità dalla cabina e alla percezione immediata della macchina da parte dell’operatore.

“Il miglior design deve trasmettere dinamismo e identità del brand – conclude Porta -. Il nostro obiettivo non è stupire con una forma, ma permettere alle persone di lavorare meglio, in modo più sicuro, efficiente e sostenibile. È in questo equilibrio che nasce il valore di un prodotto industriale contemporaneo”.

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