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mercoledì, 25 Maggio 2022

Mammoet Italy, due ore soltanto per abbassare di tre metri una sezione-ponte di 530 ton

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Ci sono volute solo due ore di lavoro effettivo per Mammoet Italy nel completare la messa in sicurezza di una sezione di sovrappasso autostradale dismessa in prossimità del vecchio svincolo di Lainate, sull’autostrada A8 nei pressi di Milano. La società, che fa parte del gruppo leader a livello mondiale nelle soluzioni di sollevamento e trasporto multimodale superpesante su misura, è intervenuta con una tecnologia innovativa per abbassare la sezione di tre metri e consentire così la sua demolizione senza rischi per la circolazione sull’adiacente arteria, tra le più trafficate d’Italia. Durante le operazioni, la circolazione non è mai stata interrotta.

Da diverso tempo sono in corso lavori, appaltati dal gestore autostradale a diversi soggetti, per l’allargamento e il potenziamento dell’intersezione tra A8 e A9 in corrispondenza dello svincolo di Lainate. Nel corso di passati interventi, un tratto del sovrappasso, costituito da una campata in acciaio e dalla relativa soletta in cemento armato, il tutto lungo 46 metri e largo 13 e con un peso di circa 530 tonnellate, è stato rimosso e temporaneamente “parcheggiato”, con una rotazione di 90 gradi, in posizione parallela rispetto alla nuova sede stradale, appoggiato su piloni all’altezza di 5 metri. Al fine di ridurre al minimo i rischi durante la fase di smantellamento dell’impalcato, il committente ha quindi richiesto a Mammoet di abbassare sul posto il sovrappasso dismesso, portandolo ad una quota che garantisse elevati standard di sicurezza durante le successive operazioni di demolizione.

La soluzione proposta da Mammoet Italy, che ha superato quelle di altre aziende, tutte più o meno basate sull’utilizzo di gru, si è focalizzata in partenza sul poco spazio disponibile e sull’elevato traffico dei tratti autostradali circostanti, che avrebbero imposto alle gru di lavorare di notte e con circolazione interrotta. Mammoet invece ha deciso di utilizzare la tecnologia MJS, grandi martinetti idraulici a torre basati su un sistema a cassette d’acciaio in grado di sollevare (e abbassare) grandi carichi in spazi limitati. Originariamente era infatti stata sviluppata per operare sulle chiatte da carico. La serie MJS, che comprende modelli da 300, 800 e 5.200 tonnellate per torre, è caratterizzata dall’unità di potenza separata da quella di sollevamento, cui è collegata tramite cavi e tubazioni flessibili ad alta pressione, in questo modo occupando uno spazio molto limitato. Nel progetto di Lainate sono stati utilizzati quattro torri MJS 300, ciascuna in grado di portare 300 tonnellate. Piazzate ai quattro angoli della struttura e in sagoma, le quattro torri si sono alzate progressivamente sino a assumere il carico del sovrappasso e alzarlo di 30 centimetri per staccarlo completamente dai supporti provvisori. Dopo una pausa per permettere l’installazione di nuovi supporti alti due metri, è iniziata l’operazione di abbassamento, durata circa due ore. I lavori si sono svolti tutti durante il giorno e dal momento in cui i tecnici Mammoet sono giunti sul cantiere a quando ne sono usciti sono passate 72 ore. Non appena sgomberato il campo, l’appaltatore ha iniziato immediatamente le operazioni di demolizione.

“Questo intervento, preciso e rapido, può sembrare un lavoro di secondaria importanza – commenta Alberto Galbiati, CEO di Mammoet Italy – Invece, è una sintesi in miniatura del nostro approccio: analisi del problema, individuazione delle tecniche e degli strumenti che permettano il migliore impiego del tempo e delle risorse, minimizzino gli impatti sulle attività circostanti e garantiscano la massima sicurezza. Una volta ingegnerizzata la soluzione, operiamo con gli strumenti giusti, che la nostra presenza mondiale e il nostro investimento in capitale fisico e umano ci permettono di mettere sempre a disposizione del cliente. Secondo me è ancora più significativo che questa sintesi del nostro lavoro abbia avuto come palcoscenico una commessa relativa a un’infrastruttura”.


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