mercoledì, 14 Gennaio 2026

Addio alla maxi gru degli Uffizi dopo quasi 20 anni

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È stata un’impresa che passerà certamente alla storia, impressa negli annali delle grandi opere di smontaggio di gru a torre, quella che tra le giornate del 16 e del 21 giugno ha sancito la rimozione della maxi gru che per quasi vent’anni ha svettato nel cielo del centro del capoluogo toscano, eretta nel 2006 nella piazza antistante gli Uffizi. L’expertise che ne ha sancito le delicate fasi di smantellamento è quella del Gruppo Caf, realtà consolidata nell’ingegneria del sollevamento, nel noleggio di piattaforme aeree e gru con e senza operatore e nel trasporto di rifiuti speciali e di inerti, vincitrice nell’edizione 2015 del GIS-EXPO di un premio ILTA per la categoria Sollevamento dell’anno.

A manovrare con perizia l’autogru che ha abbassato fino al suolo le 15 sezioni nelle quali la gru flat top è stata ridotta per facilitarne la movimentazione, è stato l’esperto gruista dell’impresa fiorentina Roberto Amadori, che ha gestito dalla sua cabina tutta l’operazione, seguendo attentamente le indicazioni che man mano provenivano via radio dai suoi collaboratori. Le operazioni sono durate sei giorni ed al termine dei lavori si è tenuto un evento simbolico sopra la loggia dei Lanzi, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli. La gru si ergeva per circa 60 metri di altezza ed era visibile da chilometri di distanza, spezzando a metà lo skyline di una delle più affascinanti città al mondo.

Foto © Massimo Sestini

“Avevamo fatto un sopralluogo nei giorni precedenti e preso le misure della gru da togliere, l’altezza e il peso, per poter intervenire con il macchinario più adeguato”, ha dichiarato il gruista Amadori. Una volta effettuate le valutazioni, il team dell’impresa ha deciso di intervenire con un’autogru Liebherr a 5 assi con braccio telescopico di 72 metri e con altezza di sollevamento pari a 56 metri.

“C’era da spostare una gru, l’abbiamo spostata – ha commentato il Ministro Giuli – Ci sono voluti vent’anni, ma poi sono arrivate le persone giuste, nel momento giusto, al posto giusto. E si sono impegnate per fare in modo che, come i cittadini di Firenze più volte hanno detto, scomparisse un grande peso dai loro occhi. Riappropriarsi di questo paesaggio è il minimo che il Ministero della Cultura debba e possa garantire a una città così importante come Firenze. L’idea che gli Uffizi oggi finalmente possano essere l’epicentro di uno sguardo nuovo sulla bellezza di questa magnifica città ci rende orgogliosi. Il merito è condiviso, non è mai personale, e va al direttore delle Gallerie degli Uffizi, Simone Verde, al ministero che rappresento, a tutte le realtà pubbliche e private il cui concorso dopo vent’anni ha consentito di riappropriarsi nella sua totalità di una bellezza indescrivibile”.

La realizzazione delle opere necessarie per la rimozione della gru è stata resa possibile grazie all’intervento di una cordata di alcuni imprenditori, associazioni, e fondazioni della città di Firenze, che hanno risposto all’appello lanciato dal direttore Verde, raccogliendo circa 180mila euro. Li menzioniamo tutti, sono Stefano Ricci, Leonardo Bassilichi, Giorgio Moretti, Stefano Gabbrielli, Elisabetta Fabri, Marco Carrai, Confindustria, Enic (agenzia di organizzazione eventi) e Fondazione Cr Firenze. Nei prossimi giorni verrà allestito un nuovo cantiere, più snello, che vedrà in cabina di regia nella gestione della movimentazione dei materiali, l’installazione di un montacarichi, a facilitare il successivo proseguo dei lavori di completamento dei Nuovi Uffizi, previsto per il 2028 – a distanza di 22 anni dal loro inizio.

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