Intervenendo all’importante dibattito organizzato a Genova dal Secolo XIX sulla riforma dei porti, l’ex Sottosegretario ai trasporti Bartolomeo Giachino ha sostenuto che dai flussi di merci e di turismo che l’economia mondiale vedrà in aumento nei prossimi anni potrà arrivare la spinta al nostro Paese che “ha un disperato bisogno di crescere”, secondo la brillante definizione del Centro Einaudi. Era l’obiettivo che qualcuno definiva ottimistico del Piano nazionale della logistica, approvato a stragrande maggioranza dalla Consulta dei trasporti e della logistica il 2.12.2010 e aggiornato con gli studi della Bocconi e dello Svimez nel 2011. Un Piano, ha ricordato Giachino, che era stato molto apprezzato dalle Commissioni parlamentari, dalla Bocconi e dalla Fondazione Italia Decide. L’ampliamento del canale di Suez porterà a un forte aumento del transito merci nel Mediterraneo. Oggi a causa delle inefficienze logistiche, che vedono il “transit-time” da Shangai a Rotterdam inferiore a quello da Shangai a Genova di ben 5 giorni, il sistema dei porti italiani intercetta solo il 6% dei traffici in transito nel Mediterraneo e il nostro Paese perde entrate fiscali e lavoro logistico. L’obiettivo dei porti italiani deve essere quello di “contendere”, come diceva Cavour, il traffico agli altri europei sapendo che la logistica, al pari del turismo, è un settore “labour intensive” e, quindi, in grado di garantire al nostro Paese una ripresa del lavoro. Occorrerà premiare i porti più efficienti e in grado di catturare nuovi traffici, cosi come occorrerà pensare di defiscalizzare i traffici che sceglieranno i nostri porti.
GIACHINO: LA LOGISTICA E IL TURISMO POSSONO SPINGERE IL PAESE
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