Quello dei sollevatori a ventosa dell’azienda di Verona non è solo il risultato di una specializzazione di successo. Rappresenta un’avanguardia produttiva perseguita con strenua concezione di indipendenza e innovazione. L’attenzione alle novità di serie presentate al GIS 2025 è la testimonianza di un progetto industriale coerente e moderno che ha conquistato il pubblico internazionale degli operatori di settore


Chi avrebbe mai pensato, oltre vent’anni fa, che da un piccolo magazzino nella cintura industriale di Verona si sarebbe sviluppata un’eccellenza industriale specializzata in grado di conquistare il settore internazionale del sollevamento? Di certo non i tenaci titolari della Righetti – Gilberto Righetti, responsabile tecnico e anima progettuale dell’azienda, e Olga Kaliska, direttrice commerciale e guida dello sviluppo estero – personalità propulsive di un’impresa che oggi svolge la propria attività in una sede produttiva di oltre 3.500 m², completa di uffici commerciali, reparto di progettazione e un’ampia area produttiva. Un mondo di idee e laboriosità creativa dedicato ai sollevatori a ventosa, esemplari tipologici di una gamma che comprende oltre mille modelli declinati alle applicazioni più diversificate in numerosi ambiti industriali e cantieristici.

Un’autonomia tecnologica e produttiva
“Abbiamo attuato una scelta strategica che ci ripaga dell’impegno febbrile praticato in tutti questi anni, nella direttrice di una totale autonomia produttiva – ci rivela Gilberto Righetti – La decisione di mantenere internamente tutte le fasi produttive, dalla carpenteria all’assemblaggio finale è un punto fermo per la nostra azienda, una filosofia industriale che costituisce la garanzia per il perseguimento di elevati standard qualitativi e di un controllo completo sul prodotto finale”. Le quattro principali aree applicative dei sollevatori a ventosa di Righetti comprendono macchinari per la posa e la lavorazione del vetro, sollevatori per l’installazione dei pannelli coibentati, sistemi per la movimentazione di lamiere e ventose per marmo e ceramica. A queste soluzioni si affiancano numerosi progetti customizzati destinati alla movimentazione di materiali curvi o superfici irregolari.

La gamma dei prodotti (tra coerenza applicativa e modularità)
Una rassegna di sintesi della produzione generale di Righetti è doverosa e si impone in ragione della varietà di destinazioni d’uso di cui è foriera la gamma di sollevatori a ventosa in molti ambiti operativi. Partiamo dalle ventose destinate alla cantieristica. Le caratteristiche peculiari di questa categoria di attrezzature contemplano: la dotazione di batterie ricaricabili e rimovibili a vantaggio di un’estesa autonomia di impiego; una modularità di impianto che risulta ideale per soddisfare il più ampio range di applicazioni; l’adozione del doppio circuito del vuoto e sistemi avanzati di sicurezza che evitano ogni rischio per l’operatore.

A seguire, le ventose per pannelli sandwich consentono una posa degli stessi elementi fino a tre volte più veloce rispetto ad altre metodologie tradizionali, con processi di movimentazione più sicuri e un minore affaticamento degli stessi lavoratori (con il corollario di una minore necessità di manodopera). La ventosa più rappresentativa di questa categoria porta la sigla CL2 e favorisce la posa di pannelli coibentati da parete, da copertura, con profili speciali (ad esempio, in finto coppo), e ancora in poliuretano oppure in lana di roccia. La struttura modulare della ventosa è componibile in base alla dimensione dei pannelli (fino a 26 metri) mentre la portata massima culmina a 500 kg.
La serie contraddistinta dall’acronimo GLE comprende i sollevatori a ventosa per grandi superfici vetrate (del peso fino ai 3.000 kg), contraddistinti da sistemi di basculamento e rotazione motorizzati controllati tramite radiocomando wireless. Parliamo comunque di ventose modulari che permettono anche la movimentazione di moduli vetrati più piccoli.

Infine, nella serie delle ventose per pietra e pavimentazioni, menzioniamo come modello esemplare la fattispecie S1-B con piastra aspirante intercambiabile in grado di adattarsi a superfici del carico di ogni natura (che sia liscia, fiammata, bocciardata oppure grezza), con una prerogativa ergonomica di notevolissima leggerezza, compattezza e facilità di movimentazione. Una nota da sottolineare riporta che l’intera gamma Righetti è sviluppata nel rispetto della normativa EN13155 e integra sistemi avanzati di sicurezza (tra cui il doppio circuito del vuoto, valvole di non ritorno, serbatoi del vuoto e dispositivi audiovisivi di segnalazione).

Dal GIS 2025 un’avanguardia di nuova generazione
Con il lancio della nuova generazione di sollevatori a ventosa per vetro – nei modelli GLX300, GLX600 e VB600 – Righetti ha illuminato la propria partecipazione al GIS 2025 – la decima edizione delle Giornate Italiane del Sollevamento e dei Trasporti Eccezionali a Piacenza Expo – con un’estensione avanzata dell’approccio progettuale basato sulla modularità totale, con componenti e accessori intercambiabili e acquistabili anche successivamente alla prima consegna del sollevatore. “L’obiettivo di questo progetto era quello di offrire agli operatori del sollevamento strumenti configurabili nel tempo in base alle esigenze di cantiere, riducendo i costi e aumentando la flessibilità operativa – ci spiega Olga Kaliska – Dalle sospensioni di sollevamento ai braccetti di estensione, fino alle batterie ricaricabili, ogni elemento è stato progettato per essere facilmente integrabile”. Tra le innovazioni più apprezzate dai primi osservatori e acquirenti dei nuovi modelli, spicca l’introduzione di batterie al litio universali da 18V 5A, compatibili con gli elettroutensili dei brand più diffusi; una scelta che elimina i vincoli legati a sistemi proprietari e semplifica la gestione delle attrezzature in cantiere. La nostra attenzione analitica parte dal modello GLX300, dotato di una ventosa monopiastra – soluzione inedita nel panorama italiano, per questa categoria di attrezzature – e valorizzata dall’implementazione di sospensioni intercambiabili. Con una tara di soli 28 kg, questo modello è in grado di sollevare un carico massimo davvero notevole, fino ai 300 kg.

Il secondo campione innovativo, il sollevatore a ventosa GLX600, è caratterizzato sempre da una struttura monopiastra ed è progettato per lavorare anche in spazi ristretti, in applicazione a minigrù o ad altre macchine alternative a portata ridotta. Leggerezza, sicurezza di impianto e una possibilità di espansione tramite componenti modulari costituiscono le prerogative che ne completano l’identikit tecnico, per una portata massima di 600 kg.

Il VB600, infine, nasce come evoluzione degli storici modelli per vetro della casa veronese. Alimentato da batterie al litio da 18V, offre la stessa portata di 600 kg contemplata dal modello GLX600 e integra sistemi di rotazione continua a 360° (e di basculamento fino a 90°). La struttura – completamente chiusa, per proteggere i componenti interni – è progettata secondo principi di ergonomia e allo scopo di conferire fluidità ai movimenti dell’attrezzatura. Entrambi i modelli GLX600 e VB600 possono essere personalizzati con numerosi optional, tra cui radiocomandi wireless, kit di estensione, sistemi di basculamento motorizzato e trolley per il trasporto. “Questi modelli sono costruiti per lavorare in cantiere, in pieno rispetto della normativa EN13155 – rimarca ancora Olga Kaliska – La ventosa è dotata di un doppio circuito del vuoto, serbatoi del vuoto, valvole di non ritorno e sistemi di sicurezza audiovisivi. Inoltre, il corretto funzionamento della ventosa viene monitorato da una centralina di controllo del vuoto che segnala anche il livello di carica della batteria”. Specificando ulteriormente la dinamica del VB600, possiamo aggiungere che la presa e il rilascio del carico vengono gestiti direttamente a bordo del sollevatore a ventosa, tramite la centralina di controllo del vuoto. Il rilascio del carico, nel dettaglio importante che ne certifica la sicurezza integrata, avviene, sempre, tramite un doppio comando prolungato che scongiura il rischio di azioni involontarie. Lo spegnimento, e quindi l’interruzione di flusso, del sollevatore a ventosa può essere anche gestito a distanza da un radiocomando wireless (disponibile su richiesta). L’evoluzione di prodotto perseguita da Righetti, nel frattempo, non si è concessa pause, nei primi sei mesi del 2026, affiancando al modello VB600 la versione maggiorata VB1200, il nuovo top di gamma in grado di supportare le operazioni di posa delle superfici vetrate fino al (considerevole) limite di portata dei 1.200 kg.


Spinta decisiva dell’export sulla scena internazionale
Negli ultimi cinque anni la crescita di Righetti è stata sostenuta anche da una forte vocazione all’espansione mondiale del proprio orizzonte di mercato. Oggi circa il 70% del fatturato deriva dall’export, con una presenza consolidata in circa 50 paesi in ogni continente, grazie a una rete di partner e distributori locali. “Questa dimensione globale ci permette di competere con i principali operatori internazionali nel settore della movimentazione industriale, mantenendo al tempo stesso una forte identità produttiva italiana – ci conferma Olga Kaliska – Guardando al futuro, la nostra azienda punta a rafforzare ulteriormente il proprio processo di consolidamento attraverso investimenti in tecnologia, sviluppo prodotto e responsabilità sociale. Noi di Righetti stiamo già lavorando a nuove soluzioni dedicate principalmente al settore del vetro e dei pannelli sandwich, proseguendo lungo quel percorso concettuale della modularità che abbiamo avviato nel 2025”. In buona sostanza, la strategia attuale di Righetti conferma la volontà del costruttore veronese di continuare a costituire un’avanguardia specializzata e di nicchia, in un ambito che continua a mantenere, al centro di ogni fase progettuale e realizzativa, la qualità di processo, la sicurezza di impianto e la flessibilità applicativa delle linee di prodotto.
























