mercoledì, 10 Giugno 2026

Sulla spalle di CTS, il peso dell’energia futura

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Le stazioni elettriche montenegrine stanno vivendo una fase di importanti interventi di aggiornamento delle loro centrali. Il volano per questi investimenti è sicuramente la infrastruttura di interconnessione Italia – Montenegro, inaugurata da Terna nel 2019 e che consente ai due Paesi di scambiare elettricità in maniera bidirezionale.
Il “ponte elettrico” completamente “invisibile”, poiché sottomarino e interrato nella parte terrestre, permette di diversificare gli approvvigionamenti, rafforzare l’affidabilità, l’efficienza, la sicurezza, la sostenibilità ambientale e la resilienza delle reti elettriche delle due sponde adriatiche e consentirà di sfruttare pienamente il potenziale di produzione da fonti rinnovabili, svolgendo il ruolo di piattaforma di scambio di elettricità tra paesi dell’est e dell’ovest.

In questo contesto, uno specialista italiano d’eccezione nell’heavy lifting & transportation come CTS è stata impegnata, su incarico di Comark, società con sede in Croazia, nelle operazioni di trasporto e posizionamento di due trasformatori dal peso di 198 ton l’uno, installati rispettivamente nelle sottostazioni di Podgorica e Lastva grbaljska. Il progetto, allo studio da inizio 2020, ha subito notevoli rallentamenti a causa della pandemia di Covid-19, vedendo finalmente la sua realizzazione ad inizio 2021.
I trasformatori, prodotti in Cina, sono arrivati in Montenegro via mare, approdando al Porto di Bar. Da lì il primo trasformatore è stato caricato e trasferito via strada, su viabilità ordinaria, fino alla Centrale di Podgorica. Per questo trasporto sono stati utilizzati carrelli semoventi SPMT e una speciale attrezzatura, progettata e realizzata da CTS, allo scopo di contenere gli ingombri in altezza entro la sagoma consentita nelle viabilità stradali percorse, ma soprattutto entro dimensioni che consentissero il passaggio attraverso alcune gallerie.
Il trasporto del secondo trasformatore ha richiesto una progettazione più complessa, poiché è stato necessario l’utilizzo di una chiatta marittima. Il convoglio eccezionale con a bordo il trasformatore è stato imbarcato al Porto di Bar e, dopo un percorso lungo costa di circa 46 miglia, ha attraversato le bocche di Cattaro e ha proseguito la navigazione fino alla località di Opatovo. Da qui il convoglio è stato sbarcato ed ha proseguito via terra fino alla Stazione di Lastva grbaljska, dove il trasformatore è stato posizionato sul basamento finale pronto per essere messo in funzione.
CTS ha impegnato le sue competenze specifiche nel compimento di questo progetto, mettendo in risalto le capacità del proprio ufficio tecnico, che ha sviluppato tutta l’ingegneria necessaria alla realizzazione delle attrezzature e lo studio di fattibilità complessivo.
Tutti i mezzi e le attrezzature necessarie per la realizzazione delle varie fasi di progetto dal sollevamento, al trasporto, alla installazione in opera finale, sono stati trasferiti dalla sede CTS di Roncalceci di Ravenna al Porto Montenegrino.
Il convoglio eccezionale, dal peso complessivo di 350 tonnellate, era composto da due carrelli SPMT da 11 assi, per una lunghezza di 45 metri totali.
Il committente croato si è invece occupato del trasporto marittimo dalla Cina, del trasporto con la chiatta lungo la costa montenegrina, della organizzazione dei vari trasporti (più di 60 in totale, fra parti dei trasformatori e attrezzature), delle pratiche doganali, dell’ottenimento delle autorizzazioni necessarie e del coordinamento con le autorità Montenegrine.
L’intero progetto, che ha richiesto 40 giorni di lavoro per essere completato, ha visto impegnati quattro operatori specializzati CTS.
“Notevoli le problematiche incontrate durante le varie fasi, ma le difficoltà sono state sempre brillantemente risolte grazie alla alta professionalità del nostro staff, che dimostra sempre grande determinazione, ancora di più nelle situazioni difficili”, racconta il presidente di CTS, Daniele Sansavini.
Ampio risalto è stato dedicato alle operazioni dalla stampa locale montenegrina, a dimostrazione dell’importanza dell’intervento, che consente alla regione Montenegrina di aumentare la propria indipendenza energetica e di avanzare nella realizzazione di questa importante infrastruttura inserita nei progetti di interesse comune della Commissione Europea.

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