lun | 09 | dicembre | 2019

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AL GIS 2019, LE INFRASTRUTTURE DEL PAESE FULCRO DEL CONVEGNO ANNA

AL GIS 2019, LE INFRASTRUTTURE DEL PAESE FULCRO DEL CONVEGNO ANNA

Un focus sulle infrastrutture, linfa vitale di ogni Nazione, tra presente e futuro. Si è tenuto a Piacenza, venerdì 4 ottobre, nell’ambito del GIS, il 3° Convegno Nazionale A.N.N.A.: un appuntamento atteso per l’ampiezza dei temi in programma e lo spessore dei relatori, che ha riscosso molto interesse superando le migliori aspettative.

La giornata si è aperta con un intervento sul ponte Morandi: Paolo Cremonini della Fagioli Spa e Vittorio Omini, rappresentanti della ATI che ne ha curato la demolizione, hanno illustrato le difficoltà logistiche, gli studi di ingegneria e di cinematismo, i carotaggi e le due diverse soluzioni, di smontaggio e di demolizione controllata, adottate sulla sezione di Ponente e di Levante del ponte. In particolare si sono soffermati sul delicatissimo intervento di irrigazione: per eliminare qualsiasi traccia di amianto, di cui si erano riscontrate tracce e per abbattere le polveri conseguenti alla demolizione, sono state create ad hoc enormi piscine che hanno prodotto una “pioggia” artificiale d’acqua, in grado di cancellare, a livello ambientale, qualsiasi traccia dell’esplosione. Un esempio di eccellenza dell’ingegneria italiana, che è diventato un case-study a livello internazionale. “Avevamo un grande obiettivo: restituire mobilità alla città di Genova – ha confermato anche il Sindaco e Commissario per la ricostruzione del Ponte Morandi Marco Bucci durante la Tavola Rotonda del pomeriggio – La rapidità delle scelte e degli interventi è dovuta anche alla struttura commissariale, che ci ha permesso di lavorare in parallelo anziché in sequenziale”. I tempi lunghi per gli appalti e la burocrazia costituiscono spesso un freno: ad oggi è stato posato il primo impalcato del nuovo ponte e l’inaugurazione è prevista per fine aprile 2020. Anche per Edoardo Rixi, già Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e ai Trasporti, intervenuto alla Tavola Rotonda, il Decreto Genova ha permesso di soddisfare le esigenze di rapidità, avviando in parallelo una serie di cantieri. “A Genova – ha commentato – stiamo dimostrando che l’Italia è in grado di fare molto più di quanto sembri “.
Concorda sulla necessità di snellire la burocrazia anche Elena Murelli, componente della XI commissione (Lavoro pubblico e privato). L’Italia figura al 19° posto, su 28, per investimenti e infrastrutture. I tempi lunghi per gli appalti e la burocrazia frenano la possibilità di creare ricchezza in tempi brevi.
Sull’intervento di demolizione si é soffermato anche Roberto Carpaneto, CEO RINA Consulting: “Lavorare a questo progetto é stata una bella sfida di project management: c’erano tanti attori e tutti hanno dato il massimo impegno. Avevamo previsto tutti gli scenari possibili, anche i più negativi, ma i risultati hanno premiato i nostri sforzi: in 20 minuti dalla demolizione la qualità dell’aria è stata perfettamente ripristinata. I sistemi di monitoraggio – ha sottolineato Carpaneto – evolvono con l’ingresso di tecnologie innovative: l’utilizzo di sensori e della digitalizzazione consentono di raccogliere dati utili per monitorare in tempo reale lo stato delle infrastrutture. Anzi, nelle nuove opere il monitoraggio dovrà essere integrato già nella fase di progettazione”.
Il convegno ha tra l’altro offerto ad A.N.N.A. l’opportunità di ringraziare personalmente per il loro operato Fagioli, Omini e RINA, con un dono dal valore simbolico. Non è mancato un ringraziamento anche per tutti gli operai che hanno lavorato con impegno e dedizione nei cantieri del ponte: le pergamene, da distribuire personalmente a ciascun operaio, sono state consegnate alla Fagioli la sera prima, durante un evento organizzato dalla stessa associazione.

La triste vicenda del Ponte Polcevera ha offerto spunti per approfondire il delicato tema dello stato attuale della gestione delle infrastrutture e dei progetti per ottimizzarne monitoraggio e manutenzione. Il primo problema si riscontra a monte: manca un catasto delle strade che consenta di riconoscere la titolarità delle infrastrutture. “Se ne parla dal 1992 – ha commentato Angelo Valsecchi, Consigliere Segretario del Consiglio Nazionale degli Ingegneri – ma ad oggi la situazione è invariata, ancora retaggio del passato. L’obiettivo da perseguire è invece la creazione di un catasto unico e condiviso, dove sia possibile tracciare i percorsi dei veicoli”.
Per Valentino Pagani, Direttore Ripartizione Infrastrutture della Provincia Autonoma di Bolzano, “il progressivo aumento dei carichi transitanti sulla rete stradale, unito al graduale invecchiamento delle strutture esistenti, ci pone sempre più spesso davanti al quesito di quanto siano sicure le strade ed in particolar modo le loro opere d’arte come i ponti su cui quotidianamente transitiamo. La Provincia Autonoma di Bolzano si è dotata di un regolamento per il controllo dei ponti stradali con lo scopo di aumentare la conoscenza dello stato di salute delle strutture esistenti della propria rete stradale e di poter eventualmente intervenire tempestivamente con investimenti mirati”.

In tema di progetti che guardano al futuro delle infrastrutture, Carlo Costa, Direttore Tecnico Generale dell’Autostrada del Brennero Spa, ha parlato dell’ impegno della società a rendere l’arteria autostradale sicura e in buone condizioni di efficienza, ma anche a farne uno strumento di risorsa e di valorizzazione per i territori circostanti. Costa ha parlato di “Autostrada 4.0”, di un viaggio che guarda al futuro, con la realizzazione di un piano di mobilità sostenibile adottato dalla A22 e di investimenti volti ad incrementare i servizi dell’infrastruttura. Una prospettiva a lungo termine dove digitalizzazione, smart road e guida autonoma contribuiranno alla sostenibilità ambientale e ad una vision zero decessi sulle strade.

I temi della digitalizzazione e delle innovazioni tecnologiche applicate al monitoraggio della manutenzione della rete autostradale sono stati affrontati anche da Roberto Mastrangelo, responsabile della gestione della rete ANAS, che ha parlato della simulazione dei comportamenti delle infrastrutture in relazione alle tipologie di carico, utili per la valutazione e la pianificazione degli interventi. “Nel 2018 – ha sottolineato Mastrangelo – sono state effettuate oltre 51.000 ispezioni – e sono attualmente in fase di studio alcuni progetti innovativi”. Interessante, in proposito, il progetto Sentinel, promosso in collaborazione con l’Università di Salerno, che prevede un sistema di pesatura dei carichi in transito.

Dalla rete autostradale a quella ferroviaria: Salvatore De Rinaldis, Responsabile RFI delle linee
AV/AC Treviglio Brescia Verona, ha illustrato i successi ottenuti, i progetti in corso e in fase di studio, le innovazioni per gestire in sicurezza la rete, le tecnologie per ottimizzare la tutela dell’ambiente, gli strumenti per una progettazione integrata della rete alla Brebemi. Per procedere in modo sinergico negli interventi – ha sottolineato De Rinaldis – é però fondamentale il rapporto di stretta collaborazione con gli enti di controllo e le prefetture locali.

Un approfondimento sulle gru mobili e sulla loro collocazione all’interno del Codice della Strada è stato presentato da Mario Lombisani, di Liebherr Italia Spa, che ha parlato di come i produttori si stiano muovendo, già nella fase di progettazione delle autogrù, per ovviare al problema dei carichi particolarmente pesanti delle macchine. “Non è una questione facile da risolvere – ha commentato – si sta cercando di intervenire sulla massa, agendo sui sistemi frenanti o creando più configurazioni, per esempio riducendo una autogrù da 96 ton a 48 ton. Sono interventi da prevedere in fase di produzione, perché smontare una gru per ridurne il peso e consentirne il trasporto rappresenta un costo, che si aggiunge al canone di noleggio e questo rappresenta un onere spesso insostenibile per il cliente”.

Molti e articolati gli argomenti della mattinata, che sono stati ripresi nella Tavola Rotonda del pomeriggio, durante la quale è stata ufficializzata una notizia particolarmente cara ad A.N.N.A, che da anni lavora e promuove il progetto ECOL (European Crane Operator License), per garantire una uniformità di cultura e formazione sulle autogru a livello europeo. Dal 2020, in collaborazione con RINA, verranno avviati i corsi di formazione per l’utilizzo di autogrù, che permetteranno di equiparare la figura del gruista italiano con quella degli analoghi professionisti a livello europeo.

Tra i numerosi ospiti anche Federica Deledda, dirigente Vice Questore Polizia Stradale, che ha sottolineato la necessità di fare rete tra chi fa le norme e chi si occupa di effettuare la manutenzione. “Stiamo collaborando per una maggiore stretta sulla concorrenza sleale che é emersa a seguito della selva di problemi burocratici. In questo contesto è infatti corretto tutelare le aziende che lavorano seguendo correttamente le norme”. Incisivo e molto mirato sul tema anche l’intervento di Claudio Artale, per il quale “non stiamo andando nella direzione giusta, perché non si riesce a riformare il Codice della strada: per cambiare occorrerebbe snellire la burocrazia”. Presenti anche Andrè Friderici, presidente della Sezione Trasporti ESTA, Diego Cattoni, Amministratore Delegato A22, Armando Zambrano, Presidente CNI, Leonardo Lanzi di Conftrasporto e Michele Lanza, Direttore Tecnico Istituto Italiano Saldature.

Molto soddisfatta dei risultati della giornata Daniela al Col per “un convegno dove non è mai calata l’attenzione, dall’inizio alla fine. Questo dimostra che stiamo perseguendo la strada migliore: lavorare tutti uniti per un unico obiettivo. Ne è emerso un grande fabbisogno di manutenzione e di realizzazione di nuove infrastrutture, ma prima ancora la necessità di snellire la macchina burocratica e di permetterci di far arrivare i nostri mezzi nei cantieri per poter continuare a fare il nostro meraviglioso mestiere”.

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