martedì, 9 Dicembre 2025

Autovictor e la “composizione” di uno studio televisivo

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Autovictor ha dato un contributo fondamentale per la realizzazione di alcuni nuovi studi televisivi a Cologno Monzese costruiti in parte in prefabbricato e in parte in opera. Macchina regina del cantiere la Tadano CC 38650-1 configurata con 42 m di braccio principale e 42 m di falcone a volata variabile, 165 t di zavorra sulla torretta della gru, 50 t nel sottocarro e 115 t sul Superlift

Uno studio televisivo è una struttura decisamente complessa e appositamente attrezzata per la realizzazione delle trasmissioni. Semplificando al massimo, uno studio televisivo ricorda un set cinematografico, ma ne amplifica la complessità. Infatti oltre a contenere decine di attrezzature, lo studio solitamente è diviso in diverse aree in base alla funzione: il locale in cui avvengono le riprese, la stanza dedicata alla regia, i camerini, le sale trucco, il guardaroba, i magazzini, la reception e, in alcuni casi, è attrezzato anche con vere e proprie officine. Dietro tutto questo si nasconde un’importante opera di progettazione degli spazi e dello stesso edificio. Per la costruzione di alcuni nuovi studi televisivi a Cologno Monzese un ruolo fondamentale è stato svolto da Autovictor, con le proprie squadre e le proprie macchine.


“L’impresa che ha lavorato a Cologno Monzese ha realizzato un nuovo studio televisivo, costruito in parte in prefabbricato e in parte in opera – conferma Stefano Rossi, responsabile tecnico del cantiere per Autovictor – Lo studio è composto da due piani interrati in prefabbricato e questo non permetteva di continuare il montaggio delle rimanenti strutture dall’interno, ma doveva essere fatto per forza dall’esterno. Al nostro arrivo in cantiere erano già in opera i pilastri e il solaio fino al piano terra. Restavano quindi da montare le imponenti travi di copertura, operazione da effettuare appunto dall’esterno. La complessità di questo intervento risiede nell’ubicazione stessa del fabbricato che si trova in un’area piuttosto ristretta e che ha obbligato il posizionamento della gru, la nostra Tadano CC 38650-1, sulla strada pubblica. Questa specifica macchina è ovviamente stata scelta in virtù delle sue grandi capacità di portata e di sbraccio. La gru è stata quindi piazzata in via Francia, dove abbiamo registrato varie problematiche. Il piazzamento di questa grande macchina cingolata ha infatti richiesto la creazione di un apposito piano artificiale, che è stato realizzato riportando un adeguato quantitativo di terreno sopra l’asfalto, al fine di salvaguardare i marciapiedi e tutti i sottoservizi. Inoltre la strada non era sufficientemente larga per consentire la rotazione del superlift, di conseguenza l’abbiamo fatta allargare dalla parte opposta rispetto al fabbricato. Infine abbiamo dovuto tenere in considerazione anche la linea dell’alta tensione che ha creato non poche difficoltà durante il montaggio del braccio della gru”.

Stefano Rossi


La Tadano CC 38650-1 è stata configurata con 42 m di braccio principale e 42 m di falcone a volata variabile, 165 t di zavorra sulla torretta della gru, 50 nel sottocarro e 115 sul superlift. In questo modo la macchina ha assicurato uno sbraccio massimo di circa 50 m e 62 m di altezza, perfetto per movimentare 20 travi da circa 60 t di peso e 42 m di lunghezza. “La particolare lunghezza, peso e ingombro di questi manufatti”, riprende Rossi, “ha richiesto la precisa pianificazione dei trasporti. La dimensione delle travi non ci ha infatti permesso di stoccarle in via Francia, ma ci ha obbligato a bloccare temporaneamente viale Europa, cioè il tratto perpendicolare alla strada in cui abbiamo piazzato la macchina”. La Tadano CC 38650-1 ha lavorato con una gru di servizio da 120 t utilizzata per l’allestimento della gru principale e per la predisposizione delle zavorre superlift. Il sollevatore telescopico è stato invece utilizzato per il posizionamento dei wooden mats sul terreno per il piazzamento della gru.

“Di particolare importanza è risultata non solo la progettazione dell’intervento, che ha comportato un paio di settimane di lavoro, ma anche la progettazione del piano artificiale sul quale piazzare la gru, che ha visto la collaborazione tra il nostro ufficio tecnico e quello dell’impresa – sottolinea il responsabile Autovictor – Inoltre va evidenziato l’utilizzo dei carrelli modulari per appoggiare la tavola sul carrello e nelle movimentazioni, operazione che ci ha permesso di essere estremamente rapidi nelle fasi di presa e di posa delle travi”.
In altre occasioni i carrelli SPMT Autovictor oltre alla loro naturale attività di trasporto eccezionale, vengono infatti utilizzati in funzione di “tailing” o contrappeso a gru cingolate durante installazione e la verticalizzazione di manufatti estremamente pesanti.
L’intervento in cantiere di Autovictor è durato circa un mese e ha visto la società impegnata nella movimentazione e nel montaggio delle travi principali, di quelle di bordo e anche dei pannelli prefabbricati posti nel lato più lontano e raggiungibili solo da una macchina come la cingolata Tadano. Inoltre l’uso dei carrelli SPMT ha permesso di velocizzare al massimo le operazioni di carico e scarico delle travi. All’arrivo notturno dei camion adibiti al trasporto delle travi veniva infatti chiusa una sola corsia di marcia di Corso Europa, per riaprirla in tarda mattinata e limitare al massimo i disagi.

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