sabato, 28 Febbraio 2026

GEOJOB E L’EDILIZIA ITALIANA DOPO IL CORONAVIRUS. INDAGINE SU UN SETTORE IN ALLARME

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Vittorio Massimo Borgo e lo staff di GeoJob ormai da tempo hanno eletto la propria missione a quella di rabdomanti del lavoro nel settore delle costruzioni. Domanda, offerta, esigenze professionali, ricerca di profili specifici, geolocalizzazione delle risorse umane sul territorio, in prossimità di cantieri e imprese: tutte queste istanze costituiscono lo scenario d’azione di GeoJob per coadiuvare i lavoratori alla ricerca di un impiego e le realtà economiche del settore edile a realizzare un incontro rapido e proficuo. Oggi però la ricerca di una mansione da parte di un lavoratore specializzato e l’inserimento di nuove risorse umane nelle aziende si scontra con i tempi drammatici della pandemia Covid-19. Per leggere l’evolversi di questa contingenza straordinaria, GeoJob ha realizzato in modo puntuale e approfondito l'”Indagine sul lavoro edile 2020″, una ricerca preziosa, affidata e condotta dall’Agenzia Strategia Edile di Giancarlo Spanu con l’obiettivo di comprendere come aziende e professionisti dell’edilizia stiano affrontando la preoccupante quarantena disposta dal governo nazionale per contrastare il diffondersi dell’epidemia da Coronavirus. Una misura assoluta e necessaria che allontana dal lavoro e precipita nell’incertezza il futuro di un intero comparto. “In queste settimane in cui un paese intero è assediato dalla paura di un virus che ha travolto le nostre vite ed ha modificato il nostro modo di vivere, dobbiamo farci trovare pronti alla ripartenza – considera Vittorio Borgo – Risulta però evidente quanto sia indispensabile attivare le giuste leve per ridare fiducia a tutto il tessuto produttivo partendo dagli imprenditori, lavoratori e liberi professionisti. Una programmazione a lungo raggio con obiettivi chiari e investimenti certi potrà essere la giusta combinazione per una ripresa che, oggi tutti stiamo aspettando e che auspichiamo. Non possiamo chiedere soldi all’Europa senza dimostrare che, attraverso un sistema paese forte e coeso, siamo in grado di generare ricchezza e non solo debolezza strutturale e disoccupati”.

Da queste considerazioni opportune, trasformate in domande urgenti, nasce la ricerca attuale di GeoJob. “L’indagine che abbiamo voluto commissionare a un’agenzia specializzata è nata proprio con lo scopo di comprendere come gli attori protagonisti del settore edile e delle costruzioni stiano affrontando il momento della quarantena per il Coronavirus e soprattutto il livello di preoccupazione per la loro salute e al futuro lavorativo – rileva ancora Borgo – Un dato ci ha sorpreso: ad essere maggiormente preoccupati per il proprio futuro lavorativo sono, anche se di poco rispetto ad altre categorie, gli imprenditori stessi e, a seguire, i lavoratori dipendenti e i liberi professionisti. Il motivo di questa preoccupazione imprenditoriale è radicato nell’aspettativa più importante che rischia di andare inesorabilmente delusa: quella che, dopo un decennio di forte crisi, veda una rapida ripartenza di opere pubbliche già finanziate ma ancora non cantierizzate”.

“Per raccogliere i dati abbiamo utilizzato una piattaforma che permettesse di rispondere anonimamente al sondaggio ma che certificasse le risposte da differenti dispositivi – spiega Giancarlo Spanu, responsabile dell’Indagine commissionata da GeoJob – Una volta preparato il sondaggio abbiamo coinvolto gli utenti di GeoJob e tramite una sponsorizzazione sui social network abbiamo ricevuto ulteriori risposte da altri utenti esterni al nostro network”. Il sondaggio ha raccolto 802 risposte e il primo dato di preoccupazione riguarda proprio la sospensione totale delle attività che coinvolge il 93,15% del campione interpellato. Alla preoccupazione per l’incolumità personale (78,55% del campione intervistato) fa da specchio il senso di incertezza riguardo al proprio futuro lavorativo (l’83,65% degli intervistati si rivela preoccupato in modo evidente per le conseguenze economiche del blocco dovuto alla pandemia) e alle prospettive di ripresa del settore (il 30,36% non crede alla ripartenza efficace delle costruzioni, nel complesso).

“Il futuro oppone una sfida epocale all’intero settore delle costruzioni – commenta ancora Vittorio Borgo – Occorre fare presto per vincerla. L’edilizia è il motore attraverso il quale far ripartire l’economia del Paese. Siamo altresì convinti che nulla sarà più come prima; allora va colta l’occasione per crescere e innovare introducendo e potenziando quelle tecnologie che consentono di coordinare e monitorare, anche da remoto, le singole fasi lavorative nei cantieri. Si tratterebbe, dunque, di ripensare totalmente il ruolo dell’edilizia in chiave tecnologica, il che può essere anche il punto di partenza per la promozione di uno sviluppo innovativo, utilizzando la leva della formazione continua per richiamare una nuova generazione e consentire quel ricambio generazionale indispensabile per l’intero settore”.

Il documento integrale dell'”Indagine sul lavoro edile 2020 – Che impatto avrà il Coronavirus sull’edilizia“, a cura di GeoJob, è disponibile al link seguente: https://www.geojob.it/wp-content/uploads/2020/04/Indagine-coronavirus-edilizia-1.pdf.

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