martedì, 14 Aprile 2026

Milano-Cortina e quei cantieri da non seppellire nella neve del sospetto

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Il settore delle costruzioni è costantemente sotto attacco e la tendenza non si è invertita neppure in occasione delle imminenti Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. La trasmissione televisiva Report, condotta dal giornalista Rai Sigfrido Ranucci, ha messo il dito in quelle che ritiene altrettante piaghe del grande progetto infrastrutturale-sportivo. A partire dalla pista da bob, realizzata a tempo record nel nuovo Cortina Sliding Centre, in località Ronco, di cui si stigmatizzano le spese di realizzazione (lievitate più del doppio, rispetto al preventivo iniziale di 48 milioni di euro), i futuri costi di manutenzione (in un rapporto tra ricavi e spese superiore ai 600.000 euro l’anno) e il rischio geologico che grava sul sito prescelto.

Il servizio di Report, poi, si concentra sulla funivia-raccordo da Mortisa a Socrepes, considerata come spreco inutile da 35 milioni di euro, con criticità geologiche riscontrate anche in questo caso. Le stesse che hanno fatto desistere dall’appalto ben due multinazionali, per un affidamento caduto poi sulla Graffer (impresa costretta poi ad affidare l’effettiva realizzazione a una serie di costruttori esteri non proprio riconosciuti per l’eccellenza dei progetti portati a termine in passato). 

Le opere di comunicazione viaria, costituiscono un altro punto dolente, secondo l’indagine di Report: la nuova viabilità prevista nei pressi di San Vito di Cadore comporterebbe il rischio di altre frane, già occorse in passato nella zona, oltre al pericolo esondazione che riguarda il torrente Rusecco (con lavori per la messa in sicurezza, dopo il grave episodio del 2015, ancora in fase di completamento). Le varianti viabilistiche di Valle di Cadore e Tai hanno visto il moltiplicarsi dei costi iniziali e a Cortina, un progetto da 677 milioni sarebbe sempre inficiato da diversi lotti critici sotto il profilo idrogeologico (con un ricorso pendente al Tar e un giudizio critico del consiglio superiore dei Lavori pubblici sulla sicurezza dell’area). Noi di Concrete News non ignoriamo certo, come osservatori critici, i punti di dolenza delle opere intraprese per Milano-Cortina ma vorremmo metterne in luce anche le opportunità e le eccellenze rivelate dai vari progetti. Progetti la cui onda di sviluppo si protrarrà fino al 2033 (come già previsto peraltro dal piano iniziale dei lavori), con una ricaduta benefica sulle infrastrutture e sull’economia del Paese. Ve lo racconteremo proprio sulle pagine di Concrete News e su questo stesso portale, a difesa di un settore che non merita solo reprimende e sospetti ma, in molti casi, il plauso di una società che all’immobilismo perenne preferisce una giusta evoluzione (al netto di errori che sempre si possono commettere e che è doveroso evitare il più possibile).

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