dom | 07 | giugno | 2020

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VERNAZZA SUL TETTO DEL MONDO.  CON DEMAG A CADARACHE PER ITER, AI VERTICI DELLA SCIENZA NUCLEARE

VERNAZZA SUL TETTO DEL MONDO. CON DEMAG A CADARACHE PER ITER, AI VERTICI DELLA SCIENZA NUCLEARE

Questa storia ha due protagonisti, in azione nello scenario più straordinario che l’Europa possa regalare agli osservatori e agli appassionati delle grandi opere e della scienza al massimo grado di innovazione. I campioni in questione si chiamano Vernazza Autogrù e Demag, insieme sullo scenario di Cadarache, il cantiere in progress dell’immenso centro di ricerca nucleare ITER. Ma andiamo con ordine, cominciando il nostro racconto con un preambolo doveroso.

VERNAZZA SUL TETTO DEL MONDO.  CON DEMAG A CADARACHE PER ITER, AI VERTICI DELLA SCIENZA NUCLEARE - Sollevare - AC 120 Cadarache CC 2800-1 CC 3800-1 Demag Paolo Delfino Vernazza Autogru Vernazza Autogrù SAS - Autogru case history News Noleggio

ITER è l’acronimo di International Thermonuclear Experimental Reactor. Si tratta del più ambizioso progetto di ricerca internazionale che si propone di realizzare un reattore a fusione nucleare di tipo sperimentale, in grado di produrre un plasma di fusione con più potenza rispetto alla potenza richiesta per riscaldare il plasma stesso. La costruzione è in corso a Cadarache, nel sud della Francia, a opera di un consorzio internazionale composto da Unione europea, Russia, Cina, Giappone, Stati Uniti d’America, India, Corea del Sud. L’Italia è coinvolta principalmente nella progettazione e costruzione del sistema di sospensione magnetica, tramite il Consorzio RFX del sistema di riscaldamento tramite iniettore di neutri per fusione e del condotto di scarico dell’elio. Dettaglio di importanza primaria: circa il 60% dei contratti industriali per la costruzione di ITER sono stati aggiudicati da aziende italiane.

Vernazza Autogrù – che è presente in Francia, tra l’altro, con una propria filiale diretta a Nizza, proprio in pagine delle numerose commesse d’Oltralpe – è operativa da molto tempo a Cadarache, con macchine e programmi specifici dedicati al progetto ITER. Nella fase attuale, il grande noleggiatore genovese ha messo in campo le gru cingolate Demag CC 2800-1 e CC 3800-1, giganti dal design compatto in piena azione per il sollevamento dei componenti in acciaio che compongono la struttura del tetto della sala reattori.

“Le due gru soddisfacevano tutti i requisiti per poter completare in modo efficiente i tiri complessi che riguardavano questi componenti ingombranti – spiega Paolo Delfino, direttore generale della filiale francese Vernazza Autogrù SAS – Le due Demag della nostra flotta sono gru compatte, hanno una velocità di lavoro elevata e la loro messa in opera è affidabile e precisa. Inoltre, sono gru caratterizzate da una straordinaria facilità di assemblaggio, dato fondamentale in considerazione delle condizioni di spazio anguste qui a Cadarache”. Le gru hanno viaggiato verso Saint-Paul lez-Durance in due fasi: la prima su una nave in approdo a Fos-Sur-Mer; poi, su alcuni camion in attraversamento sulle strade pubbliche della Provenza fino al cantiere ITER. Una volta a destinazione, cinque tecnici Vernazza si sono occupati dell’assemblaggio, completando l’opera in soli cinque giorni, con l’aiuto di una gru multistrada Demag AC 120. Nell’area centrale del cantiere, la Demag CC 2800-1 è stata allestita in configurazione Superlift, con braccio da 108 metri e la dotazione massima di contrappeso. Per la CC 3800-1, dotazione Superlift e contrappeso massimo, ma due diverse configurazioni: con braccio principale da 60 metri e jib tralicciato da 72 metri per il sollevamento dei componenti più leggeri, fino a 35 tonnellate, a un’altezza di 104 metri; e, in versione alternativa, con braccio principale da 60 metri e jib da 60 metri per sollevare i componenti più pesanti, fino a 68 tonnellate, a una quota di 79 metri.
“Con queste configurazioni, le nostre due gru Demag erano pronte per eseguire ogni operazione prevista dal piano di sollevamento e montaggio della copertura – conferma Paolo Delfino – I compiti, nelle varie fasi, sono stati divisi in modo precipuo tra le due gru. La CC 2800-1 ha sollevato i componenti strutturali del tetto e li ha movimentati fino all’area della CC 3800-1, che poi li ha prelevati e insediati nella posizione opportuna per il montaggio finale a opera dei tecnici al lavoro sulle piattaforme aeree per il fissaggio conclusivo dei moduli. Sono occorsi quattro mesi di lavoro quotidiano per portare a termine questa fase del progetto”.

L’opera si è conclusa in un successo di tecnica e puntualità esecutiva, nonostante la difficoltà di un programma rigoroso fino all’urgenza. “Non avevamo solo le migliori macchine possibili  disposizione per questo cantiere – sottolinea il direttore di Vernazza Autogrù SAS – Anche il nostro team straordinariamente qualificato e un eccellente ufficio di progettazione e pianificazione hanno contribuito al successo. Inoltre, abbiamo potuto contare sul supporto del servizio post-vendita Demag 24 ore su 24, 7 giorni su 7. In buona sostanza, la nostra fiducia nel servizio Demag è stata ripagata appieno e ha costituito un ulteriore asso nella manica per la nostra reattività in campo a Cadarache”.

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